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“Tuteliamo il sistema vitivinicolo veneto dal processo europeo di dealcolazione”, la mozione di Bozza in Regione

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“Il Veneto produce il 25% del vino italiano e il 30% del vino italiano Dop/Igp, e rappresenta il 36% dell’export con 1850 aziende. Capiamo bene come sia importante per la nostra regione e il territorio veronese tutelare il proprio sistema vitivinicolo dai processi di dealcolazione totale o parziale che ha aperto l’Unione europea con la riforma della Politica agricola comune (PAC). In particolare, per non confondere i consumatori, crediamo che i prodotti dealcolati non possano essere chiamati ‘vini’, piuttosto siano definiti ‘bevande’. Insomma, è necessario adottare una denominazione diversa per non equipararli. E si escluda nel modo più assoluto la possibilità di dealcolare i vini Dop e Igp. Il vino per il Veneto e Verona è economia, ma anche identità, storia e cultura. È un nostro simbolo e pertanto con la mia mozione in Regione prendiamo una posizione chiara e netta riguardo un tema che preoccupa non poco la nostra filiera”.

A dirlo questa mattina in una conferenza stampa in Provincia, a Verona, il Consigliere regionale di Forza Italia Alberto Bozza, componente della commissione Agricoltura e promotore e primo firmatario della mozione in Consiglio regionale in cui chiede alla Giunta Zaia di confrontarsi con il Governo, e in particolare con il Ministro delle Politiche Agricole, affinché l’Ue nella riforma della PAC adotti una terminologia distintiva per i prodotti dealcolati, da classificare altresì in una nuova e differente categoria; ed escluda la possibilità di avviare il procedimento di dealcolazione totale o parziale in relazione ai vini DOP IGP.

La mozione di Bozza, sottoscritta anche dai Consiglieri regionali Elisa Venturini (Forza Italia), Marco Andreoli (Lega) ed Enrico Corsi (Lega), ha trovato sostegno anche dalle associazioni di categoria e dal comparto vitivinicolo veronese.

Presenti alla conferenza stampa anche il neopresidente di Confagricoltura Alberto De Togni, il presidente di Cantine di Verona (nata dalla fusione di Cantina Valpantena e Cantina di Custoza) Luigi Turco e il vicepresidente del Consorzio Tutela Vini Valpolicella Mauro Bustaggi. Appoggio pieno anche dal direttore di Coldiretti Giuseppe Ruffini.

È intervenuto anche il consigliere provinciale Zeno Falzi, che ha ricordato che “questo è un problema che investe tutta la provincia veronese e per questo abbiamo il diritto-dovere di farci sentire”.

“È importante – ha ripreso Bozza – che la nuova regolamentazione europea preservi con chiarezza la qualità e l’identità del nostro vino. Nello stesso modo va tutelato il consumatore, che ha diritto a un acquisto informato e consapevole. La mia mozione va in questa direzione e accoglie la preoccupazione di molti operatori e aziende del settore. Ringrazio De Togni, Turco e Bustaggi per essere presenti, ringrazio Ruffini con cui mi sono sentito stamattina e l’intera filiera vitinicola che sostiene l’iniziativa. E i colleghi in Regione Venturini, il presidente della commissione Agricoltura Andreoli e Corsi, promotore del futuro Museo del Vino. Il mio intento è coinvolgere anche gli eurodeputati veneti perché fare squadra anche a livello istituzionale è fondamentale”.

“Il processo di dealcolazione aperto in sede Ue non può passare sotto silenzio – ha sottolineato Turco -, l’Europa si accinge a fare una rivoluzione che se non governata a dovere può rappresentare un danno enorme non solo economico, ma anche culturale perché il vino ha una storia millenaria. Condivido la  mozione del Consigliere Bozza e del suo gruppo di lavoro, auspico che anche il Governo possa prendere una posizione inequivocabile e determinata al riguardo”.

“Questa è una delle mie prime uscite pubbliche, del resto il tema è di grandissima importanza – ha affermato De Togni -. Deve essere chiaro che il vino senza alcool non è vino, è una bevanda a base di vino ma non ha niente a che vedere con il vino. Verona è la capitale del vino, abbiamo una fiera importantissima  a livello internazionale come il Vinitaly e delle eccellenze di vini, e siamo dentro una regione, il Veneto, che è altrettanto importante con il vendutissimo Prosecco. Sappiamo che la Regione può scarsamente influenzare un negoziato europeo, ma non si può stare zitti e giustamente l’iniziativa di Bozza coinvolge il Governo che in sede di riforma della politica agricola invece può incidere in una definizione chiara su quello che è vino e quello che è un’altra cosa”.

Bustaggi, anche a nome del presidente del Consorzio Tutela Vini Valpolicella Christian Marchesini, ha spiegato che ”Come Consorzio siamo contrari a qualsiasi processo di dealcolazione. Ve lo immaginate voi un Amarone a soli 9 gradi? Il vino che produciamo è figlio di un lavoro in campagna altamente professionale e qualificato, non lo si può sminuire mettendo sul mercato un prodotto dealcolato che non è vino. A nome di tutti i produttori della Valpolicella dico che appoggiamo questa mozione senza indugi”.



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