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Drudi e il circuito di Monza

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Daniela Drudi in Tinazzi, la passionaria della politica veronese, nasce in Romagna, studia in quel di Verona dove conosce il più bel ragazzo della città, lo scomparso e compianto Ugo Tinazzi, cimbro di origine e di orgoglio. Alta e bella lei, bellissimo lui, considerato uno dei più “fighi” ragazzi degli anno ’60. Si sposano, fanno figli e mettono su famiglia. Entrambi simpatizzanti del Movimento Sociale, diventato poi Alleanza Nazionale. Lui commercialista fa il suo mestiere, lei si appassiona alla politica e a Silvio Berlusconi, quando il Cavaliere fonda Forza Italia.

Per uno che li conosce molto bene come chi scrive le simpatiche cene a casa loro diventano quantomeno noiose. Lei parla di Silvio, solo di Silvio nient’altro che di Silvio. Un Gesù sceso in terra per salvare gli italiani. Il contraddittorio è impossibile, anche quando lui cade, nonostante le simpatie per Alleanza Nazionale, lei non demorde, Berlusconi non si tocca. Passano gli anni, i figli crescono e annoiati si defilano e Daniela Drudi non vede più nel suo leader il cavaliere e passa nella lista di Flavio Tosi. Sembra un nuovo e grande amore, ma così non è perché dopo un po’ Tosi, che nulla le ha fatto, anzi, dove ha potuto l’ha agevolata, diventa un nemico.

Eletta Presidente della Prima Circoscrizione, viene subito contestata e, al centro di mille polemiche, la sfiorente Daniela cambia casacca. Viene eletta contro Tosi in Battiti, ripescata perché i numeri non erano sufficienti, passa in Verona Domani, promossa in una delle commissioni più importanti, quella della cultura, grazie all’appoggio del gruppo guidato da Matteo Gasparato e Stefano Casali. Lei però vuole fare l’assessore alla Cultura allora fa un passaggio in Fratelli d’Italia, sperando di avere il posto dei Francesca Briani. Poi poco tempo fa torna calorosamente in Verona Domani, convinta che la sua autorevolezza ed esperienza (Dio ci scampi e liberi) la porti a detronizzare la Brani e a sedersi sullo scranno di assessore alla Cultura.

Passano gli anni ma Daniela Drudi, nonostante i limiti della sua conoscenza e i consigli di chi le vuole bene, non demorde e continua il valzer da un partito all’altro. Da Alleanza Nazionale, a Forza Italia, a Fratelli d’Italia, a Verona Domani, ritorna poi alle origini nel partito di Berlusconi incarnato oggi in gran parte dalla leadership di Massimo Ferro e Flavio Tosi, il quale da buon politico e da esperto di numeri, soprattutto in consiglio Comunale, non può che darle in benvenuto anche se non dimentica i veleni che Daniela Drudi gli ha spruzzato addosso in tempi non remoti. Ma questa è la politica in cui viviamo. Drudi come scrive Matteo Gasparato: “E’ una vera grande ballerina”, il fisico ce l’avrebbe nonostante l’età. Aggiungiamo noi una vecchia filastrocca di quando eravamo giovani: “ Giro giro tondo, casca il mondo, casca la terra, tutti giù per terra”. Daniela Drudi ha fatto l’ultimo giro di valzer possibile prima di essere espulsa dal girotondo della politica veronese.



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