La lotteria degli scontrini, che Confcommercio aveva chiesto di prorogare al 2022, nasce zoppa per tre motivi: sono poche le attività pronte; il momento è sbagliato perché i consumi sono in crisi; non c’è l’interesse delle persone verso questa iniziativa, al via lunedì.
C’è un aspetto tecnico non secondario, legato all’istallazione degli strumenti necessari per adeguare i registratori di cassa, aggiunge Confcommercio Verona: le attività che devono mettersi a regime in Italia sono più di un milione e le società che devono fornire gli strumenti (lettore e chip) avranno difficolta a istallarle in tempi rapidi. Inoltre non va dimenticato il costo per l’adeguamento dei registratori, tra i 200 e 300 euro, a carico delle imprese
L’operazione, per risultare efficace, deve suscitare l’interesse del cliente: interesse che al momento non si percepisce. E poiché si tratta di un’operazione di Stato andrà pubblicizzata, con costi significativi: spendere soldi pubblici per un’iniziativa che non ha successo, o parte nel momento sbagliato – commenta Confcommercio Verona – è un errore ingiustificabile
Per Confcommercio Verona “la lotteria dovrebbe partire una volta finita l’emergenza, quando si sarà tornati a pieno regime: la proroga è necessaria per problemi tecnici oggettivi ma anche per non sprecare risorse pubbliche, facendo partire un’iniziativa debole e zoppa”.
Inoltre il presidente di Confcommercio Verona Paolo Arena commenta il passaggio del Veneto in zona gialla che, invece di scattare domenica o sabato, come caldeggiato dall’associazione, arriverà solo domani, lunedì 1 febbraio, facendo perdere un ulteriore prezioso weekend di lavoro ai pubblici esercizi e impedendo ai saldi di iniziare nel migliore dei modi, senza preclusioni nello spostamento tra comuni.
“L’ennesima farsa di un governo che non c’è ma riesce comunque a fare ancora danni – commenta Arena -, Siamo ancora una volta delusi e amareggiati perché non si tiene nella minima considerazione il valore ed il ruolo del terziario di mercato, strategico in termini economici e sociali. Peggio di così non si può fare”.
“La burocrazia, i burocrati, vincono ancora sul buon senso”, conclude Arena. “Le aziende muoiono: abbiamo bisogno di uomini saggi e pragmatici”.


















