Home Ambiente Caldiero: nasce il “Bosco dei Gelsi” per salvare i “morari”

Caldiero: nasce il “Bosco dei Gelsi” per salvare i “morari”

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“Siamo abituati a vedere in ogni problema un’opportunità” sottolinea il vicesindaco, architetto Francesco Fasoli, spiegando come in corso d’opera sia stato deciso di spostare nove alberi decennali di gelso che dai margini della ex Strada Statale 11 sono stati, in questi giorni, collocati al Parco degli Artisti, al centro del paese.

Durante i lavori per la realizzazione della ciclopedonale Strà-Caldierino ci si è resi conto che la posa delle tubature e dei sotto-servizi e la realizzazione della fondazione della pista non avrebbe
permesso alle piante di sopravvivere. Quindi l’unica strada sembrava quella dell’abbattimento.

“L’evoluzione di lavori ci ha posto difronte al dilemma: lasciamo morire le piante? Le tagliamo? Poi
– commenta il Sindaco Marcello Lovato – è arrivata la soluzione studiata dal Vicesindaco che da un
problema ha dato al paese una grande opportunità storico-culturale. Infatti queste piante che
tradizionalmente erano ai margini dei campi ora sono poste al centro del paese, vicino alle scuole”.

“La soluzione di spostare queste piante – aggiunge Fasoli – permette di tutelare e proteggere i gelsi
che rappresentano una testimonianza del nostro passato, della tradizione agricola e dell’utilizzo
che veniva fatto dai nostri nonni delle loro foglie per la bachicoltura”.

Le foglie del “moraro” infatti erano l’alimento base per l’allevamento dei bachi da seta che fino al
secondo dopoguerra costituiva una forma di integrazione del reddito agricolo. Il gelso inoltre
produce le more, frutto dolce con cui vengono confezionate marmellate.

Una complessa operazione svolta in un periodo in cui le piante si avviano al riposo vegetativo e
che dal 12 novembre scorso ha visto 8 “morari” sollevati e trasportati nel nuovo parco al centro
del paese, nel giro di poche ore.


Ora Caldiero ha un nuovo parco che su sollecitazione dell’Amministrazione comunale ed in
occasione della Festa degli Alberi 2020 ha permesso ai bambini della vicina scuola primaria “Carlo
Ederle” di riscoprire una pianta importante per l’economia di sussistenza dei nostri nonni.



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