Da come compilare le prime autocertificazioni, alle migliaia di singole esigenze familiari. Ma anche telefonate per sapere come realizzare in casa le mascherine, e dove trovare il lievito, per alcuni giorni andato a ruba in tutti i supermercati. I più scrupolosi hanno chiesto a quanti passi corrispondevano i 200 metri da casa. C’è stato chi, invece, voleva sapere se poteva uscire con gatto e coniglio al guinzaglio. Numerose, poi, le segnalazioni per avvistamenti dai balconi. A destare perplessità soprattutto il termine congiunto e la sua interpretazione. Sono state oltre 26 mila le chiamate al numero verde comunale attivato ad inizio emergenza Coronavirus. Un servizio che per 67 giorni ha risposto a tutte le domande dei veronesi, fornendo chiarimenti sulle misure in vigore per contenere il contagio, sull’apertura al pubblico degli uffici comunali e sulle prestazioni erogate. Un servizio che termina oggi dopo più di due mesi di operatività, nelle settimane clou sabato e domenica compresi. La media giornaliera è stata di 390 chiamate, con picchi registrati soprattutto nelle giornate in cui sono entrati in vigore i decreti ministeriali e le ordinanze regionali. Due i giorni da record, il 12 marzo, data in cui scattava la chiusura di tutti i negozi, esclusi gli alimentari, con 1200 telefonate. Altrettante ne sono arrivate il 4 maggio, primo giorno della ‘fase 2’.


















