La maggioranza è spaccata e dilaniata sulla ‘zona 30’. Si legge Sboarina ma la responsabilità è del tandem Zanotto-Segala e il sindaco l’ha avallata senza rendersi conto delle conseguenze della mancata condivisione con le altre forze che sostengono la sua amministrazione. Spara a zero il leader di Fratelli d’Italia Ciro Maschio, coordinatore Regionale e braccio destro di Giorgia Meloni, dichiarando che: “E’ una decisione inopportuna e non concordata, bisogna revocare subito l’Ordinanza. Riteniamo questa decisione inopportuna e inaccettabile sia nel metodo che nel merito. Nel metodo non condividiamo si insista nell’adottare misure che limitano o condizionare la libertà di movimento e circolazione delle persone senza nemmeno verificare se ci sia il consenso da parte della maggioranza del consiglio comunale. Nel merito riteniamo assurda e fuori dalla realtà questa misura. Riteniamo che l’amministrazione debba agevolare la ripresa delle attività economiche togliendo vincoli e burocrazia ai cittadini e non introdurre ulteriori limitazioni, eccetto quelle tassativamente previste dalla legge a tutela della salute. Non è una questione politica. È una questione pratica di buonsenso”. A dar manforte è scesa in campo anche Verona Domani con il consigliere Marco Zandomeneghi che dichiara: “Misura inutile e dannosa per le attività commerciali del centro. L’istituzione delle zone a 30 km/h è assolutamente inutile, quasi grottesca e non incentiva l’uso di biciclette o monopattini ma semplicemente disincentiva gli automobilisti e quindi i cittadini a recarsi in centro, preferendo così i centri commerciali rispetto alle botteghe storiche. Il solo limite di velocità non risolve nulla. Per incentivare l’uso della bicicletta o dei monopattini servono infatti piste ciclabili collegate e non realizzate a tronconi”.

Poi arrivano le parole di Flavio Tosi, a commento della dura polemica del Presidente del Consiglio comunale e deputato di Fratelli d’Italia Ciro Maschio contro l’ordinanza che istituisce la “Zona 30” sui limiti di velocità a San Zeno, Veronetta, Cittadella, Borgo Trento. “Ormai siamo davanti a un’Armata Brancaleone, la maggioranza Sboarina è una babele dove ognuno va per conto suo e ogni giorno si dissocia dal suo Sindaco. Ieri il leghista Velardi contro la militarizzazione della movida, oggi Maschio di Fratelli d’Italia contro la Zona 30. Del resto le scelte di Sboarina sono talmente sconsiderate e sconclusionate che perfino chi lo sostiene ormai ne prende pubblicamente le distanze. Prima la Lega, adesso Fdi, cioè i due principali partiti di maggioranza, attaccano Sboarina, un Sindaco ormai politicamente consumato, alla canna del gas”.

Dulcis in fundo arriva anche l’avvocato Michele Croce, leader di Prima Verona a contestare il provvedimento preso dal Sindaco: “Nei lunghi mesi di lockdown Prima Verona ha sempre evitato polemiche politiche, anche quando non si condividevano i provvedimenti assunti, limitandosi ad effettuare proposte purtroppo inascoltate (stop bollette Agsm, aiuto affitti) per venire incontro alle esigenze dei tanti veronesi in difficoltà. I recenti provvedimenti assunti dal Sindaco Sboarina, a quanti ci risulta in assoluta autonomia e senza condivisione con la sua stessa maggioranza, ci impongono però di intervenire. Dopo i militari chiamati dal Sindaco per controllare i cittadini ora è arrivata la Zona 30 nei quartieri di Veronetta, San Zeno, Cittadella e Borgo Trento”. Croce poi aggiunge: “La nuova Zona 30 introdotta in città non ha alcun senso. Non diminuirà la circolazione dei veicoli, semmai la rallenterà, non diminuirà l’inquinamento, anzi lo aumenterà, non agevolerà l’uso di bici e monopattini, perché i cittadini non si inventano ciclisti o ‘monopattinisti’ con un’ordinanza dall’oggi al domani. Danneggerà le attività economiche della città e favorirà ancora di più i centri commerciali esterni. Essendo un limite praticamente impossibile da rispettare in molte zone, non resta che pensare che sia stata attuata per fare cassa sulla pelle dei cittadini (molte sanzioni sono già state irrogate), proprio come il limite dei 70 km/h sul rettilineo in tangenziale con l’autovelox annesso. Saremmo allora in presenza di una patrimoniale occulta sulla pelle dei veronesi. Invitiamo il Sindaco a revocare immediatamente questo provvedimento, non senza aver chiesto scusa ai veronesi già provati in questo difficile periodo storico.”

Ilaria Segala 
Luca Zanotto





















