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Bozza (FI): “Stop ai divieti per le auto storiche”. Il Veneto le riconosce patrimonio culturale

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Il Veneto compie un passo importante a favore del motorismo storico. Con la nuova legge regionale promossa dal capogruppo di Forza Italia, Alberto Bozza, auto e moto storiche vengono riconosciute come patrimonio culturale e turistico, con un regime di circolazione dedicato che punta a distinguere chiaramente i veicoli storici dalle semplici auto datate.

La legge regionale n. 13 del 21 luglio 2026, presentata a Palazzo Ferro Fini a Venezia, introduce nuove regole che consentiranno ai veicoli di interesse storico e collezionistico di circolare con maggiori tutele, pur mantenendo il rispetto delle esigenze ambientali.

Alberto Bozza, primo firmatario del provvedimento, ha illustrato i contenuti della normativa nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato anche l’assessore regionale Elisa Venturini, il presidente dell’ASI – Auto Moto Club Storico Italiano, Alberto Scuro, i consiglieri regionali Jacopo Maltauro, Mirko Patron, Enoch Soranzo e Claudia Barbera, tutti sottoscrittori della legge.

Presente anche Roberto Gerosa, presidente del Veteran Car Club “E. Bernardi” Verona, il più antico club di auto e moto storiche d’Italia, a testimonianza dell’attenzione e dell’interesse con cui il mondo del motorismo storico veronese ha seguito l’approvazione di una normativa destinata a tutelare un patrimonio culturale, tecnico e sociale di grande valore.

“Con questa nuova legge la Regione riconosce auto e moto storiche come patrimonio culturale e turistico, e li si esclude dai provvedimenti di limitazione alla circolazione. Con la nuova legge di Forza Italia, infatti, i veicoli di rilevanza storica e collezionistica ultratrentennali non utilizzati per l’attività professionale potranno circolare liberamente; mentre i veicoli fra i venti e i trent’anni, anch’essi di rilevanza storica, potranno circolare per recarsi presso officine e carrozzerie per la manutenzione o per partecipare a manifestazioni e raduni”, ha dichiarato Bozza.

Cosa prevede la nuova legge

La normativa distingue due categorie di veicoli, purché siano dotati del Certificato di Rilevanza Storica (CRS).

Per gli autoveicoli e motoveicoli con oltre 30 anni di età, non utilizzati per attività professionali, viene prevista l’esclusione dai provvedimenti ordinari di limitazione della circolazione.

Per i veicoli compresi tra i 20 e i 30 anni, anch’essi muniti di CRS, sarà invece possibile circolare per:

  • raggiungere officine e carrozzerie autorizzate per interventi di controllo e manutenzione;
  • partecipare a raduni, manifestazioni ed eventi dedicati ai veicoli storici.

Resta invece confermato il divieto di circolazione nei casi di misure emergenziali legate ai picchi di inquinamento, salvo diverse disposizioni adottate dai sindaci.

“Auto vecchie e auto storiche non sono la stessa cosa”

Per Bozza, la filosofia della legge è chiara.

“Credo che dobbiamo distinguere tra auto vecchie e auto storiche, perché non sono la stessa cosa. D’altra parte, è stata provata scientificamente l’incidenza minima di questi veicoli sull’inquinamento atmosferico”, ha sottolineato.

Il capogruppo di Forza Italia ha inoltre evidenziato come il provvedimento sia il risultato di un importante lavoro condiviso.

“È stato un ottimo lavoro di squadra che ha portato a una normativa che cerca di tenere in equilibrio due interessi: il valore storico e strategico che questi veicoli rappresentano e le esigenze ambientali”, ha aggiunto.

Ambiente e tutela del patrimonio possono convivere

L’assessore regionale all’Ambiente Elisa Venturini ha ricordato che il percorso legislativo è iniziato nella precedente legislatura ed è arrivato oggi a compimento grazie a un lavoro di squadra.

“Da quando ho ricoperto la carica di Sindaco, ho imparato ad apprezzare il mondo dei veicoli storici: c’è veramente un importante patrimonio da preservare. Chiaro, da Assessore all’Ambiente, sono consapevole che dobbiamo garantire anche interessi diversi, portando avanti innanzitutto politiche a tutela della qualità dell’aria, in particolare nel Bacino Padano. Ma si possono raggiungere equilibri in grado, nel pieno rispetto dell’ambiente, di tutelare e valorizzare le auto e i motoveicoli di interesse storico e collezionistico, anche perché i raduni degli appassionati di questo mondo rappresentano una grande occasione di socializzazione”, ha affermato.

L’ASI: “I veicoli storici sono una ricchezza per il Paese”

Soddisfazione anche da parte del presidente dell’ASI, Alberto Scuro, che ha ribadito il ruolo economico, culturale e turistico del comparto.

“Il mondo dei veicoli storici rappresenta una percentuale insignificante delle cause dell’inquinamento atmosferico. Questi veicoli non costituiscono quindi un problema, ma una ricchezza per il nostro Paese e un importante volano per il turismo e il Made in Italy. Possiamo contare su tanti volontari e abbiamo oltre 350 mila tesserati, più di un milione di persone che vivono l’automobilismo storico condividendo valori di solidarietà, di sostenibilità e di inclusione sociale, senza dimenticare l’aspetto culturale. E ricordo l’importante apporto fornito, sotto l’aspetto economico, dai tanti artigiani che si occupano della manutenzione e del restauro dei motoveicoli e gli autoveicoli di interesse storico e collezionistico”, ha dichiarato.

La nuova legge rappresenta quindi un importante riconoscimento per il mondo del motorismo storico veneto, che vede finalmente valorizzato un patrimonio fatto di storia, cultura, competenze artigianali e passione. Una normativa che punta a conciliare tutela ambientale e conservazione dei veicoli storici, sostenendo allo stesso tempo il turismo, gli eventi e l’intero indotto economico collegato.



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