Dopo mesi di dibattito sul futuro del Bentegodi e sul progetto del nuovo stadio, arriva da Verona una presa di posizione politica che entra nel merito della sostenibilità economica dell’operazione e del ruolo che dovrà assumere il Comune. A intervenire è il senatore di Fratelli d’Italia, Matteo Gelmetti, che collega direttamente le recenti dichiarazioni del presidente dell’Hellas Verona, Italo Zanzi, al destino del progetto del nuovo impianto.
Secondo Gelmetti, l’approvazione del bilancio del club e le parole di Zanzi hanno delineato con chiarezza la strategia societaria: autofinanziamento, nessun nuovo investimento e ricorso alle plusvalenze. Un modello che, secondo l’esponente di Fratelli d’Italia, apre inevitabilmente un interrogativo sul finanziamento di un’opera destinata a costare centinaia di milioni di euro.
“L’approvazione del bilancio dell’Hellas Verona e le dichiarazioni del presidente Italo Zanzi hanno chiarito quale sarà il modello della società: nessun nuovo investimento, autofinanziamento e plusvalenze.”
Da qui la domanda che il consigliere rivolge all’amministrazione comunale: “Di fronte a queste parole è doveroso porsi una domanda: con quali risorse dovrebbe essere realizzato un nuovo stadio da centinaia di milioni di euro?”
Per Gelmetti, il sindaco Damiano Tommasi non può limitarsi a valutare gli aspetti urbanistici dell’operazione, ma deve pretendere garanzie economiche e finanziarie prima di dare il via libera a qualsiasi intervento.
“Se la proprietà afferma di non avere la capacità o la volontà di investire sul club, il sindaco Tommasi ha il dovere di pretendere la massima trasparenza prima di avallare qualsiasi operazione urbanistica. Verona non può correre il rischio che il progetto dello stadio si trasformi in un mero affare edilizio finalizzato ad aumentare il valore della società in vista di una futura cessione.”
Il consigliere sottolinea come il nuovo impianto debba essere “un investimento reale per il futuro dell’Hellas Verona e della città”, e non un’operazione destinata esclusivamente a valorizzare un asset societario.
Per questo motivo, conclude, il Comune dovrebbe verificare non solo la conformità urbanistica del progetto, ma anche la solidità finanziaria dell’intervento, la disponibilità delle risorse e la reale volontà della proprietà di realizzare l’opera.
La conclusione di Gelmetti è un richiamo al valore che l’Hellas Verona rappresenta per la città.
“L’Hellas Verona è un patrimonio della città. Il suo futuro merita una visione industriale credibile, non operazioni che rischiano di lasciare a Verona soltanto il peso della trasformazione urbanistica senza le garanzie di un reale sviluppo sportivo ed economico.”


















