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Focus: “Perché piace Marine Le Pen?” (Prof. Riccardo Pelizzo)

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Riccardo Pelizzo


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Il Successo di Marine Le Pen e del Rassemblement National (Raduno Nazionale in italiano) è dovuto a tre fattori.

Il primo: una fetta crescente di cittadina si sente tradita dai partiti storici o tradizionali, sia in questioni di politica estera che in questioni di politica interna. Si sente poi tradita per il fatto che, dopo un primo mandato presidenziale piuttosto fallimentare, i partiti cosiddetti per bene o responsabili hanno fatto una sorta di cordone sanitario per evitare che il partito di Marine Le Pen vincesse. E quando un elettore vede che il partito che ottiene più consensi (al primo turno) viene sconfitto con trame di palazzo, si sente giustamente preso in giro, si sente tradito e comincia a covare un’avversione pure più forte nei confronti dei partiti “per bene”.

Il secondo: se il primo mandato presidenziale di Macron era stato scadente, il secondo è per ora disastroso. Per una fetta importante di elettori l’immigrazione è diventato un problema inaccettabile, per altri il problema è il debito pubblico (sui 3400 miliardi di euro) che non è mai stato così alto, per altri ancora quel che non va è  il supporto all’Ucraina nel conflitto con la Russia.

Il terzo: Marine Le Pen è molto brava e qui mi devo permettere una breve digressione autobiografica. Nel 2012 fui invitato a fare una presentazione, una lezione nel parlamento sud africano, in un convegno che idealmente apriva un corso di formazione per lo staff parlamentare. In quella occasione ebbi modo di incontrare un alto funzionario del Parlamento Francese con cui, inevitabilmente, la discussione finì col cadere su Marine Le Pen. Il funzionario mi disse che la Le Pen piaceva perché era brava. Aveva portato il partito su posizioni meno radicali, aveva liberato il partito dall’antisemitismo, e, soprattutto studiava. Su qualsiasi questione, politica estera, immigrazione, cambiamento climatico, economia, la Le Pen andava a farsi far fare, per così dire, lezione privata dai migliori specialisti (professori) francesi. La sua preparazione su ogni questione era tale, mi fu detto, che mentre il padre intimidiva i suoi interlocutori fisicamente, lei li intimidiva con una straordinaria preparazione.

Se vincerà Marine Le Pen nelle prossime elezioni presidenziali è impossibile saperlo. Una cosa però è certa, ovvero che nel caso in cui vinca la politica estera francese cambierà profondamente sia per quel che riguarda il conflitto con la Russia – conflitto che, paradossalmente, ma non troppo, tutte le destre estreme in Europa avversano – sia per quello che riguarda il funzionamento dell’Unione Europea.

Per il momento possiamo solo aspettare di vedere cosa succederà.

Riccardo Pelizzo
Decano della Graduate School of Public Policy, Nazarbayev University



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