Esiste in Italia, da qualche anno, un Osservatorio Economia (Osservatorio Economia – Il punto di vista indipendente sull’economia italiana) che dice di condurre analisi, ricerche e iniziative.
Una degli esempi più recenti delle attività di questo osservatorio è la classifica delle università più attrattive d’ Italia.
Il ranking, che può essere consultato qui ([OE Ranking] La Classifica (Ranking) delle Università Pubbliche più attrattive d’Italia. Trionfa l’Università di Palermo, seguita da Università di Roma Tre, Università di Perugia, Università di Pavia e Università di Napoli Parthenope. In ascesa anche Università di Catania, Università di Bari, di Genova e Università di Cagliari – Osservatorio Economia), individua le seguenti università tra le più attraenti:
Palermo, Roma Tre, Perugia, Pavia, Napoli Parthenope, Politecnico delle marche, Catania, Bari-Aldo Moro, Genova e Cagliari.
Il ranking è stimato sulla base del numero degli iscrizioni all’università – dato messo a disposizione dal MIUR, cioè Il Ministero dell’Università e della Ricerca.
Il fatto che questi e non altri atenei pubblici siano i più popolari fra gli studenti che si sono immatricolati negli ultimi anni è preoccupante perché, per quanto popolari, queste non sono le migliori università italiane.
Le classifiche stilate dal Times Higher Education (THE) ci dicono che le migliori università italiane pubblico sono in ordine decrescente, cioè partendo dalla migliore e andando a calare: Bologna, la Scuola Normale Superiore di Pisa, la Sapienza di Roma, il politecnico di Milano, La Scuola Sant’Anna a Pisa, Padova, Milano, la Federico II di Napoli, Roma Tre-Tor Vergata, Brescia, Firenze e Pavia. (Fonte: World University Rankings 2026 | Times Higher Education (THE))
Solo due delle 10 università più attraenti sono fra le 10 migliori.
Nelle classiche del THE Bologna è al 130simo posto, la Normale di Pisa al 137simo, la Sapienza al 170simo e il Politecnico di Milano nella categoria fra la 201sima e la 250sima posizione. La peggiore università fra le prime 10 è Pavia che si colloca fra la 351sima e la 400sima posizione.
Le 10 università più attraenti sono tutte classificate in posizioni molto più basse:
Palermo nella categoria fra la 501sima e la 600sima posizione, Roma Tre fra la 301sima e la 350 sima posizione, Pavia fra la 301sima e la 350sima posizione, Napoli Parthenope fra la 601sima e la 800sima posizione, l’università politecnica delle Marche fra la 401-sima e la 500sima posizione, Catania fra la 501sima e la 600 posizione, Genova fra la 401sima e la 500sima posizione, e Cagliari fra la 601sima e la 800 posizione.
Il fatto è preoccupante perché mostra che i giovani studenti universitari preferiscano andare a studiare in università meno buone, dove magari si riesce a prendere il pezzo di carta, ma dove si finisce con l’imparare abbastanza poco.
Questi dati andrebbero studiati un pochettino e dovrebbero far riflettere il governo sull’importanza, la necessità di invertire un trend, che per il paese potrebbe comportare nel medio e nel lungo termine delle conseguenze piuttosto spiacevoli.
Riccardo Pelizzo
Decano della Graduate School of Public Policy, Nazarbayev University


















