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Sì alle Tea, Confagricoltura Verona: “L’Europa ora sostenga ricerca e imprese agricole”

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Alberto De Togni


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Via libera definitivo del Parlamento europeo al regolamento sulle Tea, le Tecniche di evoluzione assistita destinate a cambiare il futuro dell’agricoltura. Una decisione attesa da anni dal settore primario e accolta con soddisfazione da Confagricoltura Verona, che parla di una svolta storica per le imprese agricole chiamate a confrontarsi con cambiamenti climatici sempre più estremi, nuove fitopatie e una crescente necessità di produrre cibo in modo sostenibile.

A commentare il voto dell’Europarlamento è il presidente di Confagricoltura Verona, Alberto De Togni, che sottolinea il valore strategico del provvedimento per il futuro dell’agricoltura europea.

“Un risultato storico per l’agricoltura con l’approvazione definitiva del regolamento. Grande soddisfazione da parte di Confagricoltura, perché potremo finalmente e ufficialmente incrementare la sperimentazione per avere un supporto dalla genetica e dalla scienza, con l’obiettivo di arrivare a piante più resistenti e conformi ai cambiamenti climatici che sono diventati una normalità”.

Le Tea, conosciute anche come Nuove Tecniche Genomiche (Ngt), rappresentano uno degli strumenti più innovativi messi a disposizione della ricerca agricola. A differenza degli organismi geneticamente modificati tradizionali, non prevedono l’introduzione di Dna estraneo nella pianta, ma consentono di intervenire sul patrimonio genetico già esistente per ottenere varietà più resistenti e performanti.

L’obiettivo è quello di sviluppare colture capaci di sopportare meglio siccità, ondate di calore, nuove malattie e attacchi parassitari, riducendo al tempo stesso il consumo di acqua, fertilizzanti e prodotti fitosanitari.

Secondo Confagricoltura Verona, i benefici potrebbero essere molteplici: maggiore produttività, riduzione dei costi per le aziende agricole, minore impatto ambientale e una migliore capacità di garantire la sicurezza alimentare in un contesto internazionale sempre più complesso.

La riforma approvata dall’Unione Europea aggiorna infatti una normativa che risaliva al 2001 e che era stata concepita in un contesto tecnologico completamente diverso dall’attuale. Le nuove regole disciplinano la sperimentazione, l’utilizzo e la commercializzazione delle Tea, riconoscendo il ruolo della ricerca scientifica e dell’innovazione genetica come strumenti fondamentali per affrontare le sfide del settore agricolo.

Dietro questa evoluzione tecnologica vi è anche il lavoro scientifico che ha portato al premio Nobel per la Chimica nel 2020 assegnato alle ricercatrici Emmanuelle Charpentier e Jennifer Doudna, pioniere delle tecnologie di editing genomico che hanno aperto nuove prospettive per l’agricoltura e la medicina.

Per il mondo agricolo veronese, dove viticoltura, frutticoltura e produzioni cerealicole devono fare i conti ogni anno con eventi climatici estremi sempre più frequenti, il voto europeo rappresenta un passaggio particolarmente significativo.

De Togni guarda ora alla fase successiva e chiede all’Europa di accelerare sul fronte della ricerca e dei finanziamenti.

“L’Unione Europea ora deve accelerare e fornire i giusti sostegni economici alla ricerca. Quindi ci auguriamo che in breve tempo ci sia la possibilità concreta di poter finalmente coltivare piante più performanti, che ci aiuteranno molto anche nella lotta alle infestanti e agli insetti parassiti, in quanto resistenti anche nei confronti di queste avversità”.

Per gli agricoltori, la sfida è chiara: produrre di più consumando meno risorse e riducendo l’impatto ambientale. Un obiettivo che, secondo Confagricoltura, non può prescindere dall’innovazione scientifica e dall’adozione di strumenti capaci di rendere le coltivazioni più resilienti in un contesto climatico che continua a cambiare rapidamente.



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