Dopo anni di lavori e investimenti, Palazzo Bocca Trezza si prepara a diventare uno dei nuovi punti di riferimento per il sociale e la partecipazione cittadina. La Giunta guidata dal sindaco Damiano Tommasi ha infatti approvato la ripartizione degli spazi dello storico complesso di Veronetta, dando ufficialmente vita alla nuova “Cittadella del Terzo Settore”.
Il progetto trasformerà il compendio tra via XX Settembre, via San Nazzaro e vicolo Fontanelle San Nazzaro in un grande polo civico dedicato all’inclusione sociale, all’associazionismo, alla cultura e alla collaborazione tra enti e cittadini.
Sono circa 228 metri quadrati gli spazi che verranno destinati direttamente alle attività del Terzo Settore. Qui troveranno posto servizi rivolti a famiglie, giovani, minori, anziani e persone in condizioni di fragilità sociale. La gestione avverrà attraverso percorsi di coprogettazione previsti dal Codice del Terzo Settore, con il coinvolgimento diretto delle realtà associative del territorio.
Il resto del complesso ospiterà uffici comunali, sale civiche, spazi di coworking, attività culturali, laboratori, aree espositive e luoghi dedicati alla socializzazione. L’obiettivo dichiarato dall’amministrazione è quello di creare un ecosistema aperto, innovativo e inclusivo capace di generare comunità, competenze e nuove opportunità per l’intero quartiere.
Luisa Ceni, assessora alle Politiche sociali e al Terzo Settore, sottolinea il valore strategico dell’intervento: “Palazzo Bocca Trezza rappresenta una straordinaria opportunità per restituire alla città uno spazio di qualità al servizio della comunità. Con la Cittadella del Terzo Settore vogliamo costruire un luogo dove le realtà associative, i cittadini e le istituzioni possano incontrarsi, collaborare e dare vita a progettualità condivise di interesse generale. Verona con il sindaco Damiano Tommasi è stata una delle prime città a introdurre l’assessorato al Terzo Settore e così abbiamo dato attuazione a uno dei punti qualificanti del programma elettorale”.
Anche la vicesindaca Barbara Bissoli evidenzia il valore del recupero architettonico: “Poter restituire alla città un compendio monumentale di tale valore storico e culturale dopo tre anni di interventi è di grande soddisfazione, ma rappresenta anche una responsabilità. Gli importanti investimenti pubblici dovranno essere valorizzati attraverso una gestione efficace ed efficiente, a beneficio del quartiere e della città”.
Ma sull’operazione si accende immediatamente il confronto politico.
La capogruppo di Fare con Tosi, Patrizia Bisinella, contesta infatti la narrazione dell’attuale amministrazione e rivendica le origini del progetto nelle precedenti amministrazioni di centrodestra.
“La riqualificazione di Veronetta e il recupero di Palazzo Bocca Trezza non nascono oggi. Il bando, il progetto e i finanziamenti arrivano da un lungo percorso amministrativo avviato dal centrodestra, con la Giunta Tosi, e portato avanti negli anni successivi dall’amministrazione Sboarina. Oggi sembra che tutto sia merito di questo sindaco”, afferma la consigliera.
Secondo Bisinella, il progetto di recupero del palazzo era già inserito nel più ampio piano di riqualificazione urbana di Veronetta approvato nel 2016 per partecipare al bando nazionale dedicato alle periferie, con un investimento complessivo superiore ai 36 milioni di euro.
“Non siamo davanti a un’intuizione nata oggi. Siamo davanti alla fase finale di un percorso iniziato anni fa, quando il centrodestra ha saputo individuare una grande opportunità per Veronetta, costruire un progetto articolato, candidarlo a un bando nazionale e avviare un processo di rigenerazione urbana complesso”, sostiene la capogruppo.
La polemica, insomma, non riguarda il valore dell’intervento, condiviso da tutte le forze politiche, quanto piuttosto la paternità politica di un progetto che ha richiesto quasi un decennio tra progettazione, finanziamenti, iter amministrativi e lavori.


















