Home Ambiente Bastione San Francesco, volontari all’opera: “Ora basta degrado, il Comune si attivi”

Bastione San Francesco, volontari all’opera: “Ora basta degrado, il Comune si attivi”

Condividi


Condividi

Ancora rifiuti, ancora spaccio, ancora degrado. E ancora una volta sono stati i volontari a rimboccarsi le maniche per restituire dignità a uno dei luoghi più suggestivi e simbolici di Verona. Sabato 6 giugno oltre venti persone, coordinate da Legambiente Verona, Attiviamo Verona e dai Soccorritori VO.Dae Verona di ANIOC APS, hanno ripulito il Bastione San Francesco, area inserita nel sito UNESCO della città scaligera.

Per ore i volontari hanno raccolto rifiuti di ogni genere: bottiglie, materassi, materiali di risulta, coperte, suppellettili abbandonate, siringhe e persino contenitori pieni di urina. Una situazione che, secondo le associazioni, rappresenta il risultato di anni di incuria e mancati interventi strutturali.

Il nodo principale resta quello degli edifici abusivi che continuano a sorgere nell’area. Alcuni sono ancora occupati, altri sono ormai ruderi utilizzati come discariche a cielo aperto. Una presenza che, ricordano le associazioni, avrebbe dovuto essere eliminata già da tempo.

Dal 2012 Legambiente Verona, concessionaria della parte inferiore del Bastione attraverso il Demanio dello Stato, ha promosso interventi di recupero e valorizzazione dell’area, arrivando a demolire tre edifici abusivi e restituendo alla cittadinanza la piazza bassa con eventi culturali e iniziative pubbliche. Successivamente, tra il 2020 e il 2021, erano proseguite alcune demolizioni avviate dal Comune. Poi però il percorso si è interrotto.

Stefano Grigoletti, presidente di Attiviamo Verona, sottolinea come il volontariato non possa sostituirsi alle istituzioni: “Con le nostre forze, per quanto animate da impegno, passione e amore per il territorio, non possiamo affrontare da soli situazioni di questo tipo. I volontari possono dare un contributo prezioso, ma non possono sostituirsi alle istituzioni. È solo attraverso l’intervento degli enti preposti, unito alla collaborazione e al senso civico dei cittadini, che possiamo fare davvero la differenza per Verona.”

Durante la giornata è emerso anche un altro tema. Nell’area è infatti aperto da alcune settimane un cantiere per la realizzazione di una nuova pista ciclabile. Un intervento che le associazioni considerano positivo, ma che rischia di rimanere isolato senza una riqualificazione complessiva del contesto.

Andrea Gentili, presidente di Legambiente Verona, lancia un appello diretto all’amministrazione comunale: “La presenza del cantiere per la ciclabile sarebbe una buona notizia, ma solo se è il segnale di un progetto organico di valorizzazione dell’intera area. Oggi, accanto a quel cantiere aperto da tre settimane, ci sono edifici abusivi che attendono la ruspa da quindici anni. Un’area di cinquecento anni di storia, patrimonio dell’umanità, non può continuare ad essere lasciata in queste condizioni.”

Le due associazioni chiedono quindi al Comune di Verona un cronoprogramma pubblico e vincolante per completare le demolizioni degli edifici abusivi ancora presenti nella parte alta del Bastione San Francesco, ricordando che sul tema esistono già da anni pronunce definitive che ne impongono la rimozione.

L’obiettivo finale è restituire alla città uno dei suoi luoghi storici più importanti, oggi ancora segnato da degrado, occupazioni abusive e problemi di sicurezza, nonostante il suo valore monumentale e paesaggistico.



Ti potrebbe interessare...

Malga Viva, quattro giorni tra sapori e tradizioni della Lessinia

Le malghe si aprono al pubblico per raccontare una montagna fatta di...

Furto in autobus e carte usate: arrestato borseggiatore cubano a Verona

Prima il portafoglio sottratto a una passeggera sull’autobus, poi i tentativi di...

Cerbiatto investito a Montorio, salvato da veterinari e Polizia Locale

Un incidente, tanta paura e un intervento delicato concluso con il salvataggio...

Focus: “Operazione Granchio Blu” (Prof. Riccardo Pelizzo)

Sembra di essere in un’estate piena di emergenze. Il caldo impazza, l’Etna...

“Autospurgo