Un frammento della storia di Pescantina torna finalmente visibile ai cittadini. Dopo oltre 35 anni trascorsi in un deposito comunale, una porzione dell’antico ponte in ferro sull’Adige è stata recuperata, restaurata e collocata in uno spazio verde affacciato sul fiume, davanti al Duomo di San Lorenzo.
Un intervento che non ha soltanto un valore estetico, ma rappresenta un vero e proprio recupero della memoria collettiva di una comunità profondamente legata al suo fiume.
Un ponte che cambiò la storia del paese
Il ponte originale venne costruito nel 1872 dalla società belga Finet Charles & C., specializzata nella realizzazione di strutture metalliche e protagonista, nella seconda metà dell’Ottocento, di importanti opere infrastrutturali in tutta Europa.
L’opera sostituì il vecchio traghetto che fino ad allora permetteva di attraversare l’Adige, rappresentando una svolta per la mobilità e lo sviluppo del territorio.
Per oltre un secolo il ponte ha accompagnato la vita quotidiana dei pescantinesi, mantenendo la propria funzione anche dopo importanti lavori di consolidamento effettuati negli anni Sessanta.
La storica struttura è rimasta in servizio fino al 1990, anno di apertura dell’attuale ponte.
Un nuovo spazio tra storia e paesaggio
Il manufatto recuperato è stato inserito in un allestimento studiato per valorizzarne il significato storico.
La struttura poggia su una composizione circolare delimitata da una lama in acciaio corten e circondata da ciottoli di fiume, elementi che richiamano il legame tra Pescantina e l’Adige.
Per Vittoria Borghetti, assessore alla Cultura, il progetto rappresenta un tassello importante nella valorizzazione della memoria locale.
“Con questo intervento abbiamo voluto restituire visibilità a un elemento che per molti anni è rimasto conservato senza poter essere apprezzato dalla comunità. Il recupero del ponte permette di riportare alla luce una parte importante della storia del paese”.
“Non si tratta soltanto di conservare un manufatto, ma di inserirlo in un progetto più ampio di valorizzazione della memoria locale”.
L’assessore evidenzia inoltre come il nuovo spazio dialoghi con i resti della storica ruota idrovora presenti nella stessa area, creando un percorso di interesse culturale lungo la via dell’Alzaia.
I bambini protagonisti del progetto
Un contributo speciale è arrivato dagli alunni della scuola primaria di Pescantina, che hanno partecipato all’iniziativa decorando alcuni dei ciottoli inseriti nell’installazione.
I bambini hanno realizzato disegni ispirati ai pesci e all’ambiente fluviale, lasciando un segno concreto della partecipazione delle nuove generazioni al recupero della memoria storica del paese.
“La memoria vive se viene tramandata”
Il sindaco Aldo Vangi sottolinea il significato simbolico dell’intervento.
“Ogni comunità costruisce il proprio futuro anche attraverso la capacità di custodire la propria storia.”
“Questo ponte ha accompagnato per oltre cent’anni la vita del paese e rappresenta una testimonianza concreta di ciò che Pescantina è stata. Abbiamo voluto che tornasse a essere visibile non soltanto come ricordo del passato, ma come occasione di conoscenza per chi verrà dopo di noi”.
Per il primo cittadino, il coinvolgimento dei bambini rende il progetto ancora più significativo.
“La memoria ha valore quando riesce a essere trasmessa alle nuove generazioni”.
Con questa installazione, Pescantina restituisce alla comunità un pezzo della propria identità e trasforma un semplice reperto storico in un luogo capace di raccontare il passato e dialogare con il futuro.


















