Retrocesso, ma tutt’altro che arrendevole. L’Hellas Verona strappa un pareggio di carattere in casa della Juventus, chiudendo sull’1-1 una gara giocata con cuore, sacrificio e dignità. Un punto che non cambia nulla in classifica, ma che restituisce orgoglio a una squadra già condannata alla Serie B.
I gialloblù passano in vantaggio con Bowie, poi vengono ripresi da Vlahovic su punizione. Nel finale resistono agli assalti bianconeri, con un super Montipò protagonista assoluto. Nervi tesi nel finale: espulso il ds Sean Sogliano per proteste.
Primo tempo: Verona coraggioso, Bowie punisce
La Juventus parte forte, spinta dall’obiettivo Champions, e già al 6’ sfiora il vantaggio con Kelly, ma Montipò blocca senza problemi. Al 16’ è Conceiçao a mettere paura con un tiro potente dalla distanza, ancora neutralizzato dal portiere veronese.
Il momento più delicato arriva al 24’, quando Bremer colpisce di testa e centra la traversa: brivido per il Verona.
Ma al 35’ succede l’impensabile: Bradaric mette dentro un pallone perfetto e Bowie anticipa proprio Bremer, infilando sul primo palo per l’1-0 Hellas. È un colpo che gela lo Stadium.
La Juve prova a reagire subito, ma al 38’ è decisivo Nelsson, che anticipa Thuram a due passi dalla porta salvando il risultato.
Secondo tempo: Vlahovic risponde, Montipò eroe
Nella ripresa la pressione bianconera aumenta. Al 17’ arriva il pareggio: punizione dal limite di Vlahovic, che aggira la barriera e trova l’angolino.
La Juve insiste e sfiora più volte il sorpasso. Al 21’ è ancora Conceiçao a rendersi pericoloso di testa, ma Montipò compie un intervento straordinario di riflesso.
Il Verona si difende con ordine e prova a ripartire. Al 40’ Bowie tenta da fuori, ma Di Gregorio controlla senza difficoltà.
L’ultimo brivido arriva al 48’: Zhegrova calcia sul primo palo, Montipò devia sul legno con un intervento miracoloso. La palla rimbalza sul corpo del portiere ed esce. È l’ultima occasione: finisce 1-1.
Un punto che vale dignità
Per l’Hellas Verona è un pareggio che non cambia il destino: la retrocessione è già matematica. Ma la prestazione di Torino racconta di una squadra viva, che non si arrende e che prova a chiudere la stagione con onore.
Dall’altra parte, la Juventus mastica amaro: il pari impedisce l’aggancio al Milan, sconfitto dal Sassuolo, e complica la corsa Champions.
Futuro: tra rivoluzione e nuove scelte
Ora lo sguardo si sposta inevitabilmente al futuro. La proprietà americana Presidio Investors dovrà pianificare la ripartenza. Il direttore sportivo Sean Sogliano, molto apprezzato, potrebbe restare ma resta nel mirino di altri club.
In panchina, invece, difficilmente sarà confermato Paolo Sammarco. Tra i nomi che circolano ci sono Alberto Aquilani e Alberto Gilardino, ma la decisione è ancora lontana.
Tre partite alla fine, poi sarà tempo di ricostruire. Ma da Torino arriva almeno un segnale: questo Verona, anche retrocesso, ha ancora anima.


















