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Zenato celebra le Olimpiadi a Vinitaly: cinque vini diventano simbolo di Milano-Cortina

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Nadia Zenato


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Un brindisi che guarda alle Olimpiadi invernali e parte da Verona. Il Gruppo Zenato sceglie il palcoscenico di Vinitaly 2026 per raccontare il legame tra vino, territorio e spirito olimpico, con un progetto evocativo e fortemente identitario: le “Impronte Olimpiche”.


Cinque vini, cinque cerchi olimpici

Cinque etichette iconiche diventano metafora dei cinque cerchi olimpici: Amarone Riserva Sergio Zenato, Lugana Riserva, Ripassa, Lugana Metodo Classico Brut e Cresasso. Un racconto che unisce Valpolicella e Lugana, due territori simbolo del Veneto, destinati a essere protagonisti anche durante i Giochi di Milano-Cortina 2026.

Ogni vino rappresenta un tassello preciso:

  • l’Amarone Riserva esprime longevità e struttura, con appassimento e lungo affinamento;
  • il Lugana Riserva valorizza la Turbiana e la mineralità del Garda;
  • il Metodo Classico Brut punta su freschezza e finezza;
  • il Ripassa conferma la sua anima innovativa e strutturata;
  • il Cresasso esalta l’eleganza della Corvina in purezza.

Un progetto che si traduce anche visivamente: le impronte dei calici si intrecciano fino a richiamare i cerchi olimpici, simbolo di unione, disciplina e visione condivisa.


La visione di Nadia Zenato

A raccontare il senso profondo dell’iniziativa è Nadia Zenato:
“Interpretare lo spirito dei Giochi attraverso i nostri vini significa riconoscere che l’eccellenza non è mai un traguardo casuale, ma il risultato di una disciplina silenziosa che accomuna l’atleta al viticoltore”.

E ancora:
“Abbiamo scelto cinque etichette simbolo per farne le nostre ‘impronte’ olimpiche: dalle grandi Riserve di Amarone e Lugana al Ripassa, fino al Metodo Classico e al Cresasso, questi vini sono per noi i cinque cerchi ideali che intrecciano il vigore della Valpolicella alla finezza del Lugana”.


Arte e vino: arriva la mostra MAYA

Non solo vino. Allo stand Zenato debutta anche “MAYA”, il nuovo progetto della Zenato Academy, curato da Luca Panaro e firmato dall’artista Rebecca Moccia.

La mostra, che sarà inaugurata domenica 12 aprile alle 15, propone un percorso visivo innovativo: immagini sovrapposte su vetro ambrato – lo stesso utilizzato per i grandi vini – che raccontano il lavoro vitivinicolo attraverso presenze invisibili, tempo e materia. Il progetto include anche un’installazione video e un libro d’artista.


Un programma tra degustazioni e masterclass

L’esperienza Zenato a Vinitaly si sviluppa su più livelli:

  • sabato 11 aprile, partecipazione a OperaWine con Amarone Riserva 2011;
  • martedì 14 aprile, doppio appuntamento con masterclass dedicate a Lugana e Amarone, tra cui quella di Ian D’Agata.

Degustazioni e incontri accompagneranno i visitatori lungo un percorso che unisce prodotto, cultura e territorio.


Una storia veronese che guarda al mondo

Fondata nel 1960 da Sergio Zenato, l’azienda è oggi una realtà internazionale presente in oltre 60 Paesi. Un percorso costruito su qualità, sostenibilità e innovazione, senza mai perdere il legame con il territorio.

Con le “Impronte Olimpiche”, Zenato porta a Vinitaly non solo vini, ma una visione: quella di un Veneto capace di parlare al mondo, anche attraverso il linguaggio universale dello sport e della cultura.



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