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Il Veneto dice basta ai “finti” Made in Italy: ok alla mozione Coldiretti

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Stop ai prodotti stranieri che diventano “magicamente” italiani con un’ultima lavorazione. Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato la mozione proposta da Coldiretti Veneto per chiedere una modifica della disciplina sull’origine doganale dei prodotti agricoli e alimentari, con l’obiettivo di rafforzare la tutela del Made in Italy e garantire maggiore trasparenza ai consumatori.

Un atto politico che riaccende una battaglia storica dell’organizzazione agricola contro quella che definisce una distorsione normativa capace di danneggiare agricoltori, imprese e cittadini.

Nel mirino il regolamento europeo

Al centro della contestazione c’è il regolamento (UE) n. 952/2013, che attribuisce l’origine di un prodotto al Paese in cui avviene l’ultima lavorazione o trasformazione sostanziale. Un criterio che, applicato all’agroalimentare, può generare effetti ambigui.

“La difesa dell’origine dei prodotti non è una battaglia di categoria, ma una questione di trasparenza e di giustizia – dichiara Carlo Salvan, presidente di Coldiretti Veneto –. I consumatori hanno il diritto di sapere cosa mettono in tavola e gli agricoltori il diritto di non subire concorrenza sleale. L’approvazione di questa mozione, per cui ringraziamo questo nuovo esecutivo che ne ha sposato subito e in toto il senso, rappresenta un segnale politico chiaro e importante”.

Secondo Salvan, la norma attuale consente di etichettare come italiani prodotti che arrivano dall’estero e subiscono nel nostro Paese solo una fase finale di trasformazione:
“Questa norma consente di etichettare come Made in Italy prodotti che in realtà provengono dall’estero e arrivano nel nostro Paese solo per un’ultima fase di trasformazione – spiega Salvan –. I casi sono molteplici dai petti di pollo stranieri che vengono semplicemente panati in Italia alle cosce di maiale olandesi e danesi che vengono salate qui per essere esportati tutti come prodotti tricolore”.

La richiesta: cambiare le regole

Con la mozione, il Veneto si impegna a promuovere nelle sedi istituzionali competenti una revisione della normativa europea, chiedendo di escludere i prodotti agricoli e alimentari dall’ambito del codice doganale e di adottare come unico criterio di origine il luogo reale di provenienza delle materie prime.

“La battaglia contro l’inganno sull’origine è il cuore della difesa del Made in Italy che da oltre 30 anni Coldiretti conduce senza sosta ed esitazioni – conclude Salvan –. Avere al nostro fianco la Regione Veneto significa dare ancora più forza alla nostra petizione popolare che ha raccolto oltre un milione di firme. L’obiettivo è garantire trasparenza, corretta informazione ai consumatori e una tutela reale del nostro patrimonio agroalimentare. Il voto del Consiglio regionale va in questa direzione ed è un passo decisivo”.

L’appello ai Comuni veronesi

Ora la palla passa ai territori.

“Ora – aggiunge Alex Vantini, presidente di Coldiretti Verona – ci aspettiamo che tutte le amministrazioni comunali veronesi e italiane sostengano con forza la stessa iniziativa approvando al più presto la stessa mozione nei propri consigli comunali”.

La sfida, dunque, si sposta dalle aule regionali ai consigli comunali. Con un obiettivo dichiarato: impedire che un’etichetta trasformi ciò che è estero in italiano solo sulla carta.



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