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L’Arena entra nella storia: Milano Cortina 2026 chiude tra arte, sport e orgoglio italiano

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Verona ha scritto una pagina che resterà.

La Cerimonia di Chiusura delle Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026 ha trasformato l’Arena di Verona in un palcoscenico globale, un cuore pulsante di luci, musica, danza e orgoglio nazionale. “Beauty in action” non è stato solo uno slogan: è stata una dichiarazione d’identità.

Un evento mai visto prima, come avevano promesso Stefania Opipari e Adriano Martella di Filmmaster. E la promessa è stata mantenuta.

La magia dell’Arena

Cinque anelli olimpici proiettati sulle pietre millenarie. L’inno di Mameli che vibra nella tromba di Paolo Fresu, accompagnato dal coro della Fondazione Arena collegato dal Teatro Filarmonico. L’eleganza assoluta di Roberto Bolle, sospeso nell’aria sulle note de “Il mondo” interpretato da Joan Thiele, tra gondole fluttuanti e un sole scenografico che illumina l’anfiteatro.

Poi il pop, la tecno, la discoteca improvvisata sui gradoni. Gabry Ponte che fa ballare volontari e atleti, i Major Lazer a sorpresa, e il gran finale con Achille Lauro, “figlio di Verona”, che chiude con “Incoscienti Giovani” in un tripudio collettivo.

Lirica e sport, tradizione e futuro. Tutto insieme.

L’omaggio alla lirica e agli atleti

L’apertura è un atto d’amore verso l’identità areniana. Con la regia ironica di Francesco Pannofino, i personaggi dell’opera – Aida, Rigoletto, Figaro – prendono vita e accompagnano simbolicamente l’ingresso dei portabandiera.

Poi la sfilata degli atleti di tutte le nazioni, tra medley pop italiani e coreografie futuriste firmate Diego Tortelli. Una celebrazione della determinazione, dell’eccellenza, del sacrificio.

L’accensione dei cerchi olimpici e la Victory Ceremony hanno dato il senso compiuto di questi Giochi: sport come linguaggio universale.

Il passaggio alla Francia

Momento solenne, il passaggio della bandiera olimpica alla Francia per i Giochi 2030. La Marsigliese risuona potente nell’Arena.

Grande, grandissima Italia, sei stata di parola”, ha dichiarato Giovanni Malagò, presidente del CONI. “Alla cerimonia di apertura dissi che ero orgoglioso di essere italiano, stasera lo sono ancora di più. Grazie a tutti coloro che hanno lavorato per permettere tutto ciò. Siamo una squadra vincente, siate orgogliosi della vostra impresa. Una sola parola per il Team Italia: meravigliosi!”.

Gli fa eco Kirsty Coventry, presidente del Comitato Olimpico Internazionale: “Siete stati audaci, coraggiosi, pieni di ardore e passione e vi siete spinti oltre i vostri limiti dando tutto e condividendolo con noi, nel vero spirito olimpico. Ci avete dimostrato cosa siano l’eccellenza, il rispetto e l’amicizia e che i Giochi olimpici sono un luogo dove lo sport ci unisce. Grazie per aver reso magici questi Giochi. E al popolo italiano grazie per aver aperto i vostri cuori, avete festeggiato i nostri campioni tifando per atleti di ogni Paese dimostrando che la passione e il rispetto possono coesistere”.

Parole che restano.

Verona al centro del mondo

Tra le autorità presenti anche la premier Giorgia Meloni, accolta dal presidente della Regione Alberto Stefani, e numerosi campioni azzurri, da Arianna Fontana a Lisa Vittozzi.

L’Arena vista dall’alto era semplicemente mozzafiato. Un anfiteatro romano trasformato in teatro globale della contemporaneità.

La fiamma si è spenta sulle note di “Experience” di Ludovico Einaudi, eseguita da Gloria Campaner. Ma non si è spenta l’energia.

Verona ha dimostrato di saper ospitare il mondo.

Non solo una cerimonia. Non solo uno spettacolo.

Una dichiarazione di bellezza, organizzazione e orgoglio italiano.



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