Nuovo fronte di scontro politico sulla mobilità a Verona. A intervenire duramente è Patrizia Bisinella, capogruppo di Fare con Tosi a Palazzo Barbieri, che boccia senza appello l’ipotesi di trasformare il lungadige in una lunga sequenza di sensi unici per ricavare piste ciclabili.
“C’è un limite a tutto, persino alla fantasia. L’ultima decisione dell’Assessore Ferrari – trasformare tutto il lungadige da Campagnola e ponte Risorgimento fino a ponte della Vittoria e proseguendo fino a ponte Garibaldi per ricavarne una pista ciclabile – è l’ennesima dimostrazione di come questa Amministrazione stia governando contro la città, non per la città e i suoi cittadini”, afferma Bisinella, riferendosi alle dichiarazioni dell’assessore Tommaso Ferrari.
Nel mirino della consigliera c’è soprattutto la gestione simultanea dei cantieri. “Verona è già ostaggio dei cantieri: ovunque si giri, il traffico è rallentato, deviato, paralizzato”, denuncia, sottolineando come la situazione rischi di esplodere in quartieri già sotto pressione come Borgo Trento.
Secondo Bisinella, i lavori per filobus e parcheggio scambiatore di Ca’ di Cozzi finiranno per “intasare via Mameli e portare la circolazione all’interno del quartiere di Borgo Trento al collasso totale”, con auto costrette a riversarsi nelle strade interne in cerca di vie di fuga e parcheggi. Una strategia che definisce senza mezzi termini “una mobilità allucinata”.
Altro punto centrale dell’attacco è la presunta imposizione ideologica delle scelte sulla mobilità. “Si continua a raccontare che queste scelte servano a invitare all’uso dei mezzi pubblici e delle biciclette. In realtà non è un invito: è un’imposizione”, afferma la capogruppo di Fare con Tosi, accusando l’amministrazione di demonizzare gli automobilisti.
Secondo Bisinella, le decisioni non tengono conto della vita reale dei veronesi: famiglie, lavoratori che percorrono molti chilometri, residenti in quartieri con servizi di trasporto ridotti, come Saval o San Massimo, soprattutto dopo le 20. “Si ignorano completamente le necessità delle persone anziane o con fragilità”, aggiunge.
Non manca la critica sul tema sicurezza. “Una ciclabile protetta da cordoli è una soluzione pericolosa e inadeguata”, sostiene Bisinella, ricordando che dove i cordoli sono già stati introdotti, come in circonvallazione Oriani, si sarebbero verificati incidenti e danni.
“Forse all’assessore Ferrari appare un’idea buona da presentare in fotografia, ma è pessima per essere vissuta”, incalza.
Il giudizio politico è netto: “Questa amministrazione, che vuole innovare ed educare noi poveri cittadini inconsapevoli al green a tutti i costi, sta mortificando la vita dei veronesi rendendo la città più degradata, inefficiente, complicata e nervosa”.
E lo sguardo va già oltre: “La prossima amministrazione, che non sarà di sicuro guidata da Tommasi, dovrà fare un lavoro enorme per riparare i danni di una stagione politica che ha preferito un’ideologia imposta alla gestione dei problemi reali”.
La conclusione è un messaggio chiaro: Verona, per Bisinella, “merita una mobilità moderna ed efficiente, ma intelligente e soprattutto praticabile”. Lo scontro sulla viabilità, intanto, si fa sempre più acceso.
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