Con l’arrivo del periodo natalizio torna a crescere un fenomeno sommerso ma sempre più diffuso: il rischio di usura, che secondo l’Ufficio studi della CGIA nelle settimane precedenti al 25 dicembre registra puntualmente un’impennata. Famiglie, artigiani e piccoli commercianti affrontano un aumento di spese percepite come “necessarie” — regali, cene, scadenze — e molti ricorrono al credito al consumo: prestiti personali, dilazioni, “buy now pay later”, rateizzazioni. Non tutti, però, riescono a restare all’interno dei circuiti legali.
📉 Aziende in sofferenza in aumento: in Veneto +4,8% in un anno
Il quadro che emerge dai dati è preoccupante. Dopo la parentesi di rallentamento durante la crisi Covid, il numero di aziende con sofferenze è tornato a salire.
Al 30 giugno 2025, in Veneto, le imprese segnalate come insolventi hanno raggiunto quota 8.585, con un incremento del +4,8% rispetto all’anno precedente.
Si tratta in gran parte di artigiani, piccoli imprenditori, commercianti e autonomi segnalati dagli intermediari finanziari alla Centrale dei Rischi della Banca d’Italia: la conseguenza è il divieto di accesso a nuovi prestiti. E il rischio di finire nell’orbita dell’usura aumenta.
Nel Nord Italia, solo la Valle d’Aosta registra una crescita percentuale superiore.
📍 Rovigo e Padova le province peggiori. Verona al secondo posto per imprese insolventi
A livello territoriale, la provincia con il numero più alto di aziende segnalate è Padova (1.850).
Subito dopo c’è Verona, con 1.658 imprese in sofferenza. Seguono Vicenza (1.637) e Treviso (1.447).
Ma a preoccupare sono soprattutto i tassi di crescita:
- Rovigo +13,4%
- Padova +11,2%
Incrementi che segnalano una fragilità crescente nella liquidità delle micro e piccole imprese.
⏳ Non sempre cattivi pagatori: tanti insolventi perché non incassano
La CGIA ricorda che molte aziende entrano nella “black list” non per cattiva gestione, ma perché non vengono pagate dai propri clienti o perché finiscono coinvolte in fallimenti altrui.
La segnalazione impedisce loro di ottenere credito bancario, aumentando la probabilità di ricorrere a canali indebiti o criminali.
Per questo la CGIA rilancia la richiesta di potenziare il “Fondo di prevenzione dell’usura”, unico strumento pubblico in grado di sostenere imprese e famiglie già escluse dal sistema bancario.
🏦 Crollano i prestiti bancari: -39% in Veneto dal 2011
Dal 2012 a oggi il credito alle imprese venete è diminuito drasticamente.
I numeri parlano chiaro:
- da 100 miliardi di prestiti erogati nel 2011
- a poco più di 60 miliardi nel 2025
- una perdita di 40 miliardi in 13 anni (-39%)
Le più penalizzate sono le microimprese sotto i 20 addetti, che hanno visto dimezzare il credito: da 21 a meno di 10 miliardi.
Le cause:
- crisi dei debiti sovrani (2012-2013)
- regole BCE più restrittive sugli NPL
- calo della domanda
- chiusura di Veneto Banca e Popolare di Vicenza
Una combinazione che, secondo la CGIA, può aver spinto molti piccoli imprenditori in difficoltà verso circuiti illegali di prestito, soprattutto nei momenti di maggiore fragilità finanziaria.
⚠️ Un terreno fertile per l’usura, soprattutto sotto Natale
Nell’intreccio tra spese festive, difficoltà di incasso, accesso al credito sempre più limitato e crescita delle insolvenze, il rischio usura torna inevitabilmente ad ampliarsi.
La CGIA lancia l’allarme: servono strumenti di prevenzione più forti, una rete di protezione per famiglie e piccoli imprenditori e un rinnovato impegno pubblico per impedire che le organizzazioni criminali approfittino del momento.













