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Fondazione Bentegodi esplode contro il Comune: “Immobilismo imbarazzante” e accuse di totale inerzia

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Giorgio Pasetto


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La Fondazione Bentegodi non usa giri di parole e, nella Giornata mondiale della disabilità, scarica sul Comune di Verona, un atto d’accusa che non ha precedenti nella storia recente dello sport cittadino. Una denuncia frontale, senza filtri, che mette nero su bianco quello che i vertici della storica istituzione definiscono un vero e proprio stallo politico-amministrativo.

Il Presidente Giorgio Pasetto e il vice-presidente Francesco Todeschini aprono il comunicato con una frase che rimbomba come uno schiaffo: “La verità è semplice: sulla nuova sede della Fondazione Bentegodi il Comune di Verona non ha fatto praticamente nulla.”
Un’accusa diretta, devastante, rivolta proprio al Sindaco Tommasi che ha nominato gli stessi vertici oggi costretti a denunciare pubblicamente la paralisi.

I toni non si attenuano, anzi. I dirigenti parlano apertamente di “un immobilismo imbarazzante”, raccontando anni di richieste inevase, incontri sterili e promesse svanite nel nulla. “Siamo un’istituzione storica di questa città, ma veniamo trattati come un fastidio da spostare più avanti”, attaccano, arrivando a definire il quadro amministrativo come “riunioni inconcludenti, promesse vaghe e nessuna decisione concreta”.

Una demolizione sistematica dell’operato del Comune, che colpisce ancora più forte se si considerano i 157 anni di attività della Bentegodi, un pilastro dello sport veronese. “Abbiamo formato generazioni di veronesi, ma oggi dobbiamo lavorare in condizioni che una città seria non tollererebbe nemmeno per una piccola società dilettantistica.”

Ma il punto più esplosivo arriva sul fronte della disabilità, proprio nel giorno simbolicamente più delicato dell’anno. I vertici denunciano che l’attuale sede presenta barriere architettoniche gravi, che impediscono pari accesso a famiglie e atleti con disabilità.
Un attacco durissimo: “È paradossale che nel 2025 una realtà come la nostra debba fare i conti con spazi che non garantiscono pari opportunità a tutti. E mentre noi affrontiamo ogni giorno queste difficoltà concrete, dal Comune continuano a non arrivare risposte.”

La mancanza di decisioni sarebbe diventata ormai intollerabile: “Da Palazzo Barbieri ci aspettiamo risposte vere, non altri mesi di fumo negli occhi. La città merita chiarezza. Noi pretendiamo una data, un progetto e un cronoprogramma. Il resto sono solo scuse.”

Parole che suonano come una resa dei conti, non più rinviabile. La Fondazione ora chiede ufficialmente:

  • Una data certa per presentare il progetto della nuova sede
  • Un cronoprogramma pubblico e verificabile
  • Una chiara assunzione di responsabilità politica

La chiusura del comunicato è un macigno: “La Bentegodi non resterà più in silenzio. Se il Comune pensa di poter continuare a rimandare, si sbaglia. D’ora in poi chiameremo le cose con il loro nome.”

Un messaggio senza precedenti, che segna l’inizio di uno scontro istituzionale pronto a lasciare il segno. Ora la palla passa al Comune di Verona, chiamato a rispondere non a semplici critiche, ma a un vero e proprio atto d’accusa pubblico.



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