VENEZIA – Una cornice altamente simbolica, la Sala del Piovego di Palazzo Ducale, ha ospitato questa mattina la conferenza stampa di avvio del mandato del nuovo Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale, Matteo Gasparato, che ha scelto di presentare la sua visione per il porto di Venezia e Chioggia nel luogo dove, per secoli, si è governata la Repubblica Serenissima. Un ritorno “a casa” non solo istituzionale, ma identitario: “Venezia è il suo porto. Il porto è Venezia”, i due principi cardine da cui parte l’intero nuovo corso.
La scelta del luogo, sottolinea Gasparato, richiama infatti le radici storiche, culturali e ambientali di un legame millenario tra città e portualità, un rapporto che nel Novecento si è affievolito, per poi riaffermarsi negli ultimi anni con la ripresa di traffici e investimenti.
Porto offshore: il progetto strategico che guarda ai prossimi decenni
Il Presidente ha dedicato ampio spazio al grande tema del terminal fuori laguna, previsto dal D.L. 45/2021 – L. 75/2021. Si tratta di un’infrastruttura destinata ad accogliere navi da crociera e traffici commerciali al di fuori delle acque protette.
Il concorso di idee, avviato nel 2021, è oggi nella fase di sviluppo progettuale (PFTE), con un cronoprogramma già definito:
- 31 luglio 2026: presentazione dei progetti di fattibilità
- 9 ottobre 2026: chiusura lavori della commissione
- 20 novembre 2026: proclamazione del vincitore
Gasparato ha chiarito che si tratta di un’opera complessa, strutturale, che richiederà anni tra autorizzazioni, progettazioni e lavori in mare aperto: “Non un intervento immediato, ma un’infrastruttura che segnerà i prossimi decenni”.
Le opere commissariali: Tresse, Marittima, dragaggi e terminal
Accanto all’orizzonte lungo del terminal offshore, il Presidente ha posto l’accento sulle opere necessarie oggi per mantenere operativi gli scali di Venezia e Chioggia.
Progetto Nuove Tresse
Come illustrato dalle tavole progettuali presentate alla conferenza , il nuovo sito per la messa a dimora dei sedimenti lungo il Canale Malamocco–Marghera è stato valutato positivamente dalla Commissione VIA.
- 82 milioni di euro il valore dell’opera
- 46 ettari la superficie
- 6,8 milioni m³ il volume disponibile
- Avvio lavori previsto: luglio 2026 (durata 12 mesi)
Altre opere strategiche
Dalle slide e dai documenti ufficiali emergono interventi di forte impatto sulla navigazione lagunare:
- Canale di accesso alla Stazione Marittima Vittorio Emanuele: navi fino a 55.000 (primo stralcio) e 70.000 tonnellate (secondo) – 47 milioni €
- Dragaggio Malamocco–Marghera: 2,5 milioni m³, costo 138 milioni €
- Terminal Canale Nord: accosti per navi da 300 metri e 100.000 tonnellate – 100 milioni €
In parallelo proseguono dragaggi urgenti, completamento dei segnalamenti luminosi e interventi a Chioggia su Isola dei Saloni e Val da Rio.
Porto Marghera e Chioggia: rigenerazione e intermodalità
Il Presidente ha illustrato la strategia per il rilancio di Porto Marghera, destinato a confermarsi hub energetico della transizione verso idrogeno verde e nuovi vettori come l’ammoniaca verde.
Nel documento ufficiale si inserisce anche il grande progetto Montesyndial :
- potenzialità superiore a 1 milione di TEU/anno
- primo stralcio da 189 milioni € in corso
- ulteriori 187 milioni € necessari per il completamento
- forte valore di rigenerazione industriale
A Chioggia, definita “nodo strategico del sistema portuale”, verrà aperta una sede stabile dell’Autorità, per garantire presenza e ascolto costante sul territorio.
Sul fronte delle infrastrutture di connessione, sono già in programma:
- nuova piastra ferroviaria porto–rete nazionale (call CEF)
- completamento del ponte ferroviario (valore: 28,4 milioni €, fine lavori dicembre 2026)
- interventi su Via dell’Elettricità (19 milioni €) e Nodo della Chimica (14,9 milioni €, fine lavori marzo 2026)
ZLS e attrazione investimenti: il modello Venezia–Rodigino
La Zona Logistica Semplificata si conferma un volano potente per lo sviluppo industriale:
- 20 Autorizzazioni Uniche rilasciate nel 2025
- 260 milioni € di investimenti già attivati
- 380 milioni € di investimenti potenziali in corso
- 81 giorni il tempo medio delle procedure
Uno strumento che, nelle parole di Gasparato, “non è solo incentivo economico, ma una leva strutturale di politica industriale”.
Il porto “torna a casa”: una nuova relazione con città e territorio
Un intero capitolo dell’agenda del Presidente è dedicato al rapporto tra porto e città, con un percorso che verrà sviluppato insieme allo IUAV per ridisegnare il waterfront e superare la visione del porto come “retro” urbano.
Nei prossimi 12 mesi verrà anche portato all’approvazione il nuovo Documento di Pianificazione Strategica di Sistema (DPSS), costruito con Regione Veneto e Comune di Venezia.
Sul piano interno, l’Autorità ha avviato con Ca’ Foscari un percorso di riorganizzazione per valorizzare il personale e rafforzare le competenze.
Le parole del Presidente
Il discorso integrale di Gasparato, contenuto nei documenti ufficiali , si è chiuso con una dichiarazione che sintetizza la filosofia dell’intero mandato:
“Vogliamo un porto che torni a essere protagonista e motore del futuro. Un porto che non si chiude, ma si apre. Che non subisce il cambiamento, ma lo guida. Che non rincorre il futuro, ma lo costruisce.”
Un patto con il territorio che segna l’inizio di una fase decisiva per Venezia, Chioggia e l’intero sistema portuale dell’Alto Adriatico.
