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TEDxVerona Countdown, il clima al centro: otto voci per capire, reagire e cambiare

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Il Teatro Camploy sold out, una fiamma che consuma lentamente un fiammifero e il countdown che scorre inesorabile: immagini semplici ma potentissime per aprire TEDxVerona Countdown, l’evento che domenica 23 novembre ha messo al centro crisi climatica, biodiversità, giustizia ambientale e, soprattutto, le azioni concrete necessarie per affrontare il futuro. Il claim scelto dai volontari veronesi – “Cambiare spaventa, il climate change no” – è il filo rosso di un appuntamento che ha alternato scienza, testimonianze, provocazioni e visioni.

Condotto con ritmo dalla giornalista Letizia Triglione, l’evento ha portato sul palco otto speaker che hanno offerto prospettive diverse, con un unico obiettivo: spingere il pubblico a salire quella “scala verso il futuro” – installazione simbolica ideata dal team di allestimento guidato da Leopoldo Tinazzi.

Giustizia e ambiente: il magistrato Nitti e la lotta alle ecomafie

Dopo il benvenuto dell’organizer Matteo Guidotto, ad aprire gli interventi è stato Renato Nitti, procuratore della Repubblica a Trani. Nitti ha intrecciato giustizia e tutela ambientale passando dalla Puglia allo smaltimento illecito dei rifiuti a livello globale. Ha denunciato gli effetti sanitari nelle aree più contaminate e rivolto un appello diretto ai cittadini a fare pressione sui governi, invitando anche a non derubricare con ironia “le previsioni catastrofiche”, che potrebbero non essere così lontane.

Edilizia e CO2: Semprebon e l’idea nata dalle macerie

L’architetto e ricercatore Gerardo Semprebon (Politecnico di Milano) ha ricordato il peso dell’industria del mattone, responsabile del 40% delle emissioni globali. Ha raccontato come la Cina, tra il 2011 e il 2013, abbia consumato più mattoni di quanti gli USA avrebbero utilizzato in cento anni. E ha portato l’esempio visionario dell’architetto Liu Jiakun, che dopo il terremoto del 2008 ha trasformato le macerie in nuovi edifici, riducendo l’impatto ambientale e mantenendo memoria delle vite spezzate.

Bassanese: nutrirsi della biodiversità che ci circonda

Il forager e docente Giulio Bassanese ha invitato a riscoprire la natura come fonte di nutrimento sostenibile: “Ci stiamo perdendo qualcosa?”. Tra dati sorprendenti – 400.000 piante conosciute, 35.000 commestibili, ma solo 12 che coprono il 75% dell’alimentazione mondiale – ha mostrato il potenziale delle erbe spontanee, come il tarassaco, per una dieta più ricca, locale e a impatto zero.

Dal cibo degli astronauti alla sostenibilità quotidiana

Elena Luciani, esperta in Alimentazione e Nutrizione Umana, ha raccontato le sfide degli astronauti e il bisogno di alimenti nutrienti, freschi e leggeri da trasportare. Colture idroponiche, alghe per la conservazione, soluzioni nate per lo spazio che tornano utili anche sulla Terra per garantire una produzione più sostenibile.

Un coffee break di 40 minuti ha segnato la pausa prima della seconda parte.

Ecoansia, politica e ironia: Fil Pil e il potere dell’azione

Al rientro, è salito sul palco Fil Pil, stand-up comedian e divulgatore. Con il suo stile diretto ha parlato di ecoansia – vissuta in prima persona – spiegando come la preoccupazione per il futuro, se trasformata in azione, possa diventare un motore positivo, spingendo a fare pressione sulla politica per misure concrete.

La Grande Muraglia Verde: Migliorati e il deserto che arretra

L’ambasciatrice della Fondazione Cuore Verde, Anna Laura Migliorati, ha portato il pubblico in Senegal, raccontando la lotta alla desertificazione e la sfida di piantare alberi in territori difficili. Tra germogli, ostacoli e successi, ha ricordato un progetto capace di rigenerare 18 milioni di ettari, mitigare 250 milioni di tonnellate di CO2 e rilanciare l’economia locale.

Turismo sostenibile: Faggiana e l’Italia oltre le rotte comuni

Penultima sul palco, Elisabetta Faggiana, fondatrice di Unexpected London e nel 2021 di Unexpected Italy – startup tech-travel premiata dal Guardian come “antidoto all’overtourism”. Ha denunciato l’omologazione dei territori più visitati, la riduzione dei residenti storici e l’impatto del turismo di massa: «Diventate custodi dei luoghi», ha detto al pubblico, invitando a scoprire l’Italia fuori dal canonico 5% visitato dalla maggior parte dei turisti.

I Loren chiudono con musica e provocazione

A chiudere l’evento, la band toscana Loren, con un intervento tra ironia e riflessione, partito dal loro slogan «Non è grave: è solamente la fine». Hanno parlato del peso dei nostri clic quotidiani, del valore della cultura ridotta a numeri e della necessità – urgente – di un cambiamento: «Voglio lasciare un mondo migliore per i miei genitori», hanno detto dal palco.

Il saluto finale

Il team partner, guidato da Mariella Formuso e Michela Tedeschi, ha dato il via ai saluti conclusivi. Tutti i volontari sono saliti sul palco insieme al team TEDxVerona, festeggiati dagli applausi del pubblico che ha riempito il Camploy e premiato mesi di lavoro.

Un appuntamento che non si è limitato a parlare di cambiamento climatico, ma ha chiesto a ciascuno di compiere un primo passo: salire quella scala simbolica che porta al domani.

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