La maternità di Borgo Trento è un pilastro della sanità veronese, un punto di riferimento non solo per la città ma per l’intera provincia. A difenderne l’eccellenza è l’assessora alla salute e ai servizi di prossimità Elisa La Paglia (PD), che invita a fare chiarezza dopo le indiscrezioni circolate in questi giorni su una presunta vertenza economica tra l’Azienda Ospedaliera Integrata e la Regione Veneto.
“Le indiscrezioni gettate in pasto al dibattito pubblico circa una vertenza di natura economica con la Regione destano qualche sospetto, almeno per i modi e tempi con cui sono emerse”, afferma La Paglia, ricordando che “la perdita di prestazioni risale a cinque anni fa ed è legata al caso Citrobacter, quando il reparto fu chiuso per tre mesi. Eppure tuttora si registrano casi di delegittimazione del nostro centro di eccellenza”.
L’assessora sottolinea come la maternità di Borgo Trento garantisca standard elevatissimi di sicurezza e competenza: “Il nostro ospedale offre i servizi di Terapia Intensiva Neonatale per tutti i nati della provincia che ne abbiano necessità, indipendentemente dal luogo del parto. Dispone di anestesia h24 dedicata alla ginecologia, con due specialisti sempre presenti, sette giorni su sette. Chi ha partorito in ospedali minori nel weekend sa bene cosa significa attendere il medico reperibile per un cesareo d’urgenza”.
Dopo le difficoltà legate alla pandemia e alla temporanea chiusura del reparto cinque anni fa, oggi il percorso di rilancio è concreto. “Grazie al nuovo management sono in corso azioni di valorizzazione illustrate con dati dettagliati in commissione consiliare”, spiega La Paglia.
Lo scorso 9 ottobre 2025 si è infatti tenuta una commissione consiliare dedicata al progetto di Basso Rischio Ostetrico, promosso da ULSS 9 Scaligera e Azienda Ospedaliera Integrata, che consente alle donne in gravidanza di essere seguite dalle ostetriche con collegamento diretto a tutte le prescrizioni mediche. All’incontro è intervenuto anche il prof. Uccella, ordinario di ginecologia oncologica, che ha illustrato i dati della sala parto di Borgo Trento, “la migliore del Triveneto per esiti materni, condizioni del perineo, assenza di lacerazioni e benessere neonatale”.
“La fisiologia è sostenuta e rispettata proprio perché, in caso di urgenza, in soli 8,6 minuti il bambino viene fatto nascere da qualsiasi punto dell’ospedale”, ha ricordato La Paglia, evidenziando come la rapidità e l’efficienza del sistema facciano la differenza.
Non solo: Borgo Trento ospita anche “uno dei migliori centri italiani per la fecondazione assistita, l’unico nella provincia di Verona in grado di offrire tutte le possibilità di intervento alle coppie con problemi di fertilità”.
In questi tre anni, la collaborazione tra AOIU e ULSS 9 sul tema nascita è stata “eccellente e in crescita”, anche grazie al progetto 1000 giorni, che accompagna i bambini dal concepimento ai tre anni di vita, recuperando i ritardi causati da diverse contingenze.
Da qui la domanda che La Paglia pone pubblicamente: “Chi ha interesse e vantaggio a gettare ombre su questo servizio? Anche in politica c’è chi non fa mistero di guardare a un modello di sanità fortemente privatizzata”.
L’assessora ricorda infine la chiusura della maternità di Bussolengo, trasferita a Villafranca, con una parte del territorio ora servita da strutture private convenzionate: “Chiedo attenzione affinché la maternità di Verona non sia parte di un risiko che non ha come interesse primario il bene dei neonati e dei loro genitori”.


















