Home Articoli Tragedia di Castel d’Azzano, il procuratore Tito: “Fatto tutto il possibile per salvare le vite dei carabinieri”

Tragedia di Castel d’Azzano, il procuratore Tito: “Fatto tutto il possibile per salvare le vite dei carabinieri”

Condividi


Condividi

“Ho preso io quella decisione. Non ho deciso io le modalità dell’esecuzione, ma quella carta porta la mia firma”. Con voce ferma e profonda commozione, il procuratore capo Raffaele Tito ha raccontato la notte in cui la missione dei carabinieri a Castel d’Azzano è finita in tragedia, costando la vita ai militari Davide Bernardello, 36 anni, Valerio Daprà, 38 anni, e Marco Piffari, 56 anni.

Dietro alle rigide procedure e ai protocolli operativi, si nasconde l’umanità di chi si trova a dover firmare un ordine che può cambiare tutto. Tito, visibilmente colpito, ha spiegato come l’operazione fosse stata pianificata in ogni dettaglio, ma “la dinamica dei fatti, i tempi e le reazioni dei fratelli Ramponi erano imprevedibili”.

Il procuratore ha chiarito che il blitz notturno del Nucleo Operativo Radiomobile di Padova e del Battaglione di Mestre è stato deciso per evitare rischi alla popolazione e per cogliere di sorpresa i due uomini barricati in casa. Tuttavia, un faro acceso nei campi e il rumore dei droni hanno svelato la presenza delle forze speciali, compromettendo l’effetto sorpresa. “Si è fatto tutto il possibile per evitare il peggio”, ha ribadito Tito.

Secondo la ricostruzione, i due fratelli si trovavano già all’interno dell’abitazione, pronti a reagire. Hanno aperto il fuoco non appena hanno intuito la presenza dei militari, scatenando l’inferno. “Non possiamo essere sicuri che, in altre condizioni, l’esito sarebbe stato diverso”, ha spiegato un ufficiale dell’Arma.

Esperti del GIS (Gruppo Intervento Speciale) e del Nucleo di Padova avevano pianificato il blitz per neutralizzare i due senza rischiare la vita dei vicini, ma la situazione è degenerata in pochi istanti. Il comandante Simone Rampin, anche lui presente sul posto, ha ricordato i colleghi con parole di profonda commozione: “Nel dolore più profondo rimane la fierezza di essersi spesi per il Paese, con coraggio e silenzio”.

Tre vite spezzate nel tentativo di proteggere gli altri. Verona piange i suoi carabinieri, uomini dello Stato che hanno scelto di servire fino in fondo, con dedizione assoluta. “A loro, a Davide, Valerio e Marco – ha detto il procuratore – va il nostro eterno abbraccio”.



Ti potrebbe interessare...

Malga Viva, quattro giorni tra sapori e tradizioni della Lessinia

Le malghe si aprono al pubblico per raccontare una montagna fatta di...

Furto in autobus e carte usate: arrestato borseggiatore cubano a Verona

Prima il portafoglio sottratto a una passeggera sull’autobus, poi i tentativi di...

Cerbiatto investito a Montorio, salvato da veterinari e Polizia Locale

Un incidente, tanta paura e un intervento delicato concluso con il salvataggio...

Focus: “Operazione Granchio Blu” (Prof. Riccardo Pelizzo)

Sembra di essere in un’estate piena di emergenze. Il caldo impazza, l’Etna...

“Autospurgo