Home Articoli Simone Zambrin, il veronese arrestato con la Flotilla, è tornato in Italia: “Maltrattati in carcere, il governo non ci ha aiutati”

Simone Zambrin, il veronese arrestato con la Flotilla, è tornato in Italia: “Maltrattati in carcere, il governo non ci ha aiutati”

Condividi
Simone Zambrin


Condividi

È rientrato a casa Simone Zambrin, 26 anni, attivista veronese tra i membri della Global Sumud Flotilla, la spedizione civile diretta verso Gaza intercettata il 1° ottobre dalla marina israeliana. Dopo cinque giorni di detenzione in Israele, il giovane è atterrato lunedì sera a Malpensa, dove ad attenderlo c’erano i genitori, visibilmente commossi, prima del rientro a Verona.

Secondo quanto raccontato da Zambrin e dagli altri attivisti, durante la prigionia sarebbero stati sottoposti a maltrattamenti e condizioni degradanti: sonno interrotto, medicinali sequestrati, negata l’insulina a chi ne aveva bisogno, ore di attesa senza acqua.

L’attivista veronese si trovava a bordo della Alma, la prima nave fermata dalle forze navali israeliane a circa 70 miglia da Gaza. Dopo un confronto via radio, le imbarcazioni della Flotilla sono state bloccate e scortate fino al porto di Ashdod, in un trasferimento durato circa venti ore. Qui, riferisce Zambrin, la situazione sarebbe peggiorata con l’intervento della polizia israeliana e del ministro dell’Interno Itamar Ben-Gvir, che avrebbe definito gli attivisti “terroristi”.

Durante la detenzione, Zambrin ha aderito a uno sciopero della fame, iniziativa collettiva con duplice significato: denunciare la carenza di cibo imposta ai palestinesi e chiedere un intervento politico internazionale.

La Procura di Roma ha aperto un’inchiesta ipotizzando il reato di sequestro di persona, per chiarire le circostanze dell’arresto e della detenzione.

Al momento del rilascio, gli attivisti hanno denunciato la scarsa tutela ricevuta dalle autorità italiane. Zambrin ha riferito di non aver avuto contatti diretti con il consolato se non una visita notturna per la firma di un documento israeliano, che ha rifiutato.

Il ritorno in Italia è avvenuto grazie al supporto del movimento pacifista internazionale che ha organizzato e finanziato i voli.

Il caso di Simone Zambrin riaccende il dibattito sui rapporti diplomatici tra Italia e Israele e sulle condizioni dei prigionieri palestinesi, mentre il giovane veronese torna nella sua città portando con sé il racconto della sua esperienza.



Ti potrebbe interessare...

Malga Viva, quattro giorni tra sapori e tradizioni della Lessinia

Le malghe si aprono al pubblico per raccontare una montagna fatta di...

Furto in autobus e carte usate: arrestato borseggiatore cubano a Verona

Prima il portafoglio sottratto a una passeggera sull’autobus, poi i tentativi di...

Cerbiatto investito a Montorio, salvato da veterinari e Polizia Locale

Un incidente, tanta paura e un intervento delicato concluso con il salvataggio...

Focus: “Operazione Granchio Blu” (Prof. Riccardo Pelizzo)

Sembra di essere in un’estate piena di emergenze. Il caldo impazza, l’Etna...

“Autospurgo