A meno di un anno dall’avvio delle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026, a Verona non si respira ancora quell’aria di attesa e partecipazione che dovrebbe accompagnare un evento di portata mondiale. A denunciarlo è il Consigliere Regionale di Fratelli d’Italia, Stefano Casali, che punta il dito contro l’amministrazione comunale accusandola di non aver colto l’occasione storica per trasformare la città in una vetrina olimpica.
“Il 6 febbraio 2026 prenderanno il via le storiche Olimpiadi Invernali di Milano Cortina. Dopo settant’anni il Veneto torna protagonista olimpico e, grazie al lavoro della Regione e degli organizzatori, Verona avrà un ruolo di assoluto rilievo: l’Arena ospiterà infatti la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi e l’apertura delle Paralimpiadi”, ricorda Casali.
Un traguardo che, secondo il consigliere di FdI, avrebbe dovuto tradursi in un clima di festa e promozione diffusa, ma che invece rischia di passare inosservato: “Constatiamo con rammarico che a Verona mancano del tutto i loghi olimpici e qualsiasi forma di comunicazione istituzionale capace di valorizzare questo traguardo”.
L’assenza di simboli e iniziative ufficiali, prosegue, fa perdere un’occasione importante: “Pensiamo a quanto ulteriore beneficio, in termini di visibilità e promozione turistica, deriverebbe dall’installazione di loghi e simboli olimpici nelle piazze più frequentate. Fotografie e immagini condivise da cittadini e visitatori sarebbero una straordinaria vetrina mondiale per Verona”.
La critica è diretta al sindaco e alla giunta: “Purtroppo l’amministrazione comunale continua a ignorare ogni suggerimento proveniente dal centrodestra, e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Ma, nonostante questo, continuiamo a proporre contributi concreti: chiediamo con forza che Verona assuma realmente un clima olimpico, con un’ampia e diffusa presenza di loghi ufficiali, così da permettere a cittadini e turisti di vivere e promuovere questo evento planetario che oggi è colpevolmente sottovalutato”.
Un appello che suona come un monito: senza una comunicazione chiara e un’immagine coordinata, Verona rischia di arrivare all’appuntamento olimpico con il ruolo di comprimaria, invece che da protagonista quale il mondo si aspetta.













