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Veneto, allarme pensionamenti: CGIA di Mestre avverte, entro il 2029 serviranno 291mila nuovi lavoratori

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Un vero e proprio esodo dal mondo del lavoro: tra il 2025 e il 2029 in Veneto saranno poco più di 291.000 i lavoratori che lasceranno uffici, fabbriche e cantieri per andare in pensione. Una cifra enorme, pari al 13% della forza lavoro regionale, che metterà in difficoltà imprese già oggi alle prese con la carenza di personale.

Secondo l’Ufficio studi della CGIA di Mestre, che ha elaborato i dati Unioncamere-Ministero del Lavoro, la maggior parte degli addii sarà legata ai pensionamenti, ma non mancheranno casi di ritiro volontario, emigrazione, perdita dell’impiego o passaggi dal lavoro dipendente a quello autonomo.

Veneto terza regione più colpita in Italia

A livello nazionale le uscite più consistenti si registreranno in Lombardia (567.700 lavoratori da sostituire), seguita dal Lazio (305.000) e dal Veneto (291.200). Nel solo settore privato le aziende venete dovranno rimpiazzare circa 164.400 addetti, pari al 56,5% del totale.

Un Paese sempre più vecchio

Il ricambio generazionale sarà reso ancora più difficile dall’invecchiamento della popolazione lavorativa. L’indice di anzianità, che misura il rapporto tra giovani sotto i 35 anni e over 55, è passato in Italia dal 61,2 del 2021 al 65,2 nel 2023. Ciò significa che ogni 100 giovani dipendenti corrispondono 65 lavoratori con oltre 55 anni.

In Veneto il valore si attesta a 62,7, meglio della media nazionale ma comunque segnale di un problema crescente. A pesare, spiegano gli analisti, sono da un lato i pochi ingressi dei giovani nel mercato del lavoro, dall’altro la permanenza prolungata dei più anziani.

Il rischio? Una guerra per accaparrarsi i migliori

Gli imprenditori veneti temono che la scarsità di personale qualificato porterà a una vera e propria competizione per i dipendenti più bravi. “Gli imprenditori, non trovando figure già formate, saranno costretti a contendersi i lavoratori migliori dei concorrenti, con aumenti salariali e dinamiche poco virtuose”, avverte la CGIA di Mestre.

Il quadro nazionale

Se nelle regioni piccole il problema appare più marcato – Basilicata (82,7), Sardegna (82,2) e Molise (81,2) guidano la classifica dell’anzianità – realtà come Veneto (62,7), Lombardia (58,6) e Trentino Alto Adige (50,2) sono oggi meno colpite. Ma anche qui, avvertono gli esperti, la sfida del ricambio generazionale sarà decisiva per la tenuta del sistema economico nei prossimi anni.



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