Home Articoli Addio Eos, la fiera delle armi lascia Verona: un regalo alla sinistra pacifista da parte di Tommasi?

Addio Eos, la fiera delle armi lascia Verona: un regalo alla sinistra pacifista da parte di Tommasi?

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Verona perde EOS – European Outdoor Show, la fiera internazionale dedicata a caccia, pesca, tiro sportivo, nautica e attività outdoor. Dal 2026 la manifestazione si sposterà a Parma, abbandonando Veronafiere dopo quattro edizioni, l’ultima delle quali ha registrato oltre 40.000 visitatori.

Il trasloco, annunciato ufficialmente dal portale web della rassegna, arriva dopo settimane di polemiche, in particolare per la presenza di armi vere, minorenni tra i visitatori e dimostrazioni pratiche che, secondo i detrattori, sarebbero incompatibili con un contesto fieristico urbano.

“Dopo quattro edizioni EOS ha deciso di affrontare nuove sfide”, si legge nella nota degli organizzatori, che comunque ringraziano Veronafiere per la collaborazione. Tuttavia, la società sottolinea che “alla luce delle specificità richieste dalle dimostrazioni pratiche dei prodotti”, è stato ritenuto più idoneo il polo fieristico di Parma.

Veronafiere, dal canto suo, conferma in una nota la propria “linea di apertura e collaborazione nel rispetto del codice etico delle manifestazioni ospitate”, ma precisa che le dimostrazioni pratiche risultano meno agevoli nel quartiere fieristico veronese.

Un regalo alla sinistra per tenere la maggioranza?

Tra le righe, però, si fa largo un sospetto politico: che questa uscita di scena possa essere stata il prezzo da pagare per tenere unita la maggioranza del sindaco Damiano Tommasi e garantire la riconferma del presidente di Veronafiere, Federico Bricolo. La componente più pacifista della coalizione avrebbe potuto porre lo stop alla fiera delle armi come condizione per non mettere in discussione gli equilibri interni, in particolare dopo le tensioni degli scorsi mesi.

A sostegno di questa ipotesi, la posizione delle associazioni pacifiste – tra cui Rete Pace e Disarmo, Opal e Movimento Nonviolento – che da anni chiedono l’esclusione delle armi dalle fiere e ora promettono di “monitorare anche la tappa parmense”.

Tiro incrociato dal centrodestra

Non manca la reazione politica: “L’esclusione delle armi dalla fiera è l’ennesimo regalo a Tommasi da parte di una finta opposizione?” attacca l’ex deputato della Lega Vito Comencini, secondo cui si tratta di una “notizia amara per l’intero comparto venatorio e per il mondo della sicurezza, già sotto pressione tra norme e pregiudizi ideologici”.

Un settore che vale oro

Dietro la questione ideologica, ci sono numeri che pesano: 40.000 visitatori, centinaia di espositori e un comparto – quello della caccia e delle armi sportive – che rappresenta un pezzo importante dell’economia legata alla gestione della fauna selvatica e alla sicurezza.



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