Home Articoli ️Locazioni turistiche: il divieto della key box divide, Nestori (Locatur) attacca la norma “anacronistica e punitiva”

️Locazioni turistiche: il divieto della key box divide, Nestori (Locatur) attacca la norma “anacronistica e punitiva”

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È polemica nel settore delle locazioni turistiche dopo l’introduzione del divieto della key box per la gestione degli accessi agli appartamenti. Una misura che avrebbe dovuto garantire maggiore sicurezza, ma che secondo il presidente di Locatur (Associazione Locatori Turistici Veneto), Edoardo Nestori, è non solo superata, ma anche inefficace.

Cosa prevede la norma

La key box, un sistema di custodia delle chiavi fisiche, viene vietata per le locazioni turistiche. L’obiettivo? Garantire che gli ospiti vengano identificati “de visu” al momento del check-in e migliorare i controlli sugli accessi.

Ma il settore non ci sta. Per Nestori, questa norma sembra ignorare l’evoluzione tecnologica che ha portato a soluzioni molto più pratiche e sicure: “Oggi, grazie a processi affidabili, il riconoscimento delle persone può avvenire digitalmente con lo stesso livello di sicurezza del controllo in presenza”.

La critica di Nestori: “Non garantisce nulla in termini di sicurezza

Secondo Nestori, l’identificazione “di persona” non elimina i rischi. “Una volta che l’ospite è stato riconosciuto ‘de visu’, chiunque può entrare nell’appartamento senza alcun controllo. Questo accade anche negli alberghi, dove il personale alla reception si alterna e non può monitorare ogni accesso”, spiega il presidente di Locatur.

La sua riflessione va oltre la questione tecnica. “All’estero queste misure non esistono. Chiediamo al ministero di rivedere questa norma obsoleta e anacronistica, che sembra più una misura punitiva che una reale esigenza di ordine pubblico”, aggiunge.

Un settore sotto pressione

Nestori punta il dito contro un apparente accanimento normativo che, a suo dire, sta penalizzando un intero comparto: “Questo recente accanimento contro le locazioni turistiche ha un solo obiettivo: rendere impossibile la normale operatività di un’attività che offre un ritorno economico importante per bar, lavanderie, taxi e botteghe dei centri storici”.

E prosegue: “Se si ritiene che la nostra attività debba essere limitata, allora si blocchino le nuove aperture. Ma si lasci lavorare chi già opera legalmente, rispettando le regole, pagando le tasse e garantendo un’accoglienza di qualità ai turisti”.

Un appello per il turismo veneto

Il presidente di Locatur conclude con un appello: “Le nostre città hanno un patrimonio culturale e storico unico al mondo. Le locazioni turistiche non sono un problema, ma una risorsa per valorizzarlo. Bisogna favorire chi lavora onestamente e modernizzare le normative, non punire chi porta ricchezza e vitalità ai nostri centri storici”.

Una battaglia aperta

Il divieto della key box è solo l’ultimo capitolo di un confronto acceso tra operatori del settore e istituzioni. La sfida, per chi come Nestori rappresenta il mondo delle locazioni turistiche, sarà riuscire a convincere le autorità a trovare un equilibrio tra sicurezza, modernità e sostenibilità economica.



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