Accolta la mozione presentata alla Regione da Forza Italia per permettere l’IVA agevolata su luce e gas per le case di riposo e le RSA. Nel testo presentato dai Consiglieri Bozza e Venturini e votato dal Consiglio regionale, si chiede alla Giunta di spingere sul Governo per applicare il 10% di IVA ai costi energetici delle strutture che ospitano persone non autosufficienti.
La mozione vuole estendere il concetto di “uso domestico”, previsto per le abitazioni familiari, alle strutture residenziali a carattere collettivo, come già stabilito da una circolare del Ministero delle Finanze del 1999. Quest’ultima però è stata interpretata diversamente dall’Agenzia delle Entrate secondo la quale in tali strutture l’utilizzo dell’energia avviene nell’ambito di servizi e prestazioni rilevanti ai fini IVA. Si crea così un paradosso: le case di riposo e le Rsa pagano l’IVA al 22% sull’energia, ma non possono detrarla in quanto le prestazioni che offrono sono in regime di esenzione.
“Questo meccanismo fiscale distorto – dicono Venturini e Bozza – genera un aumento del costo della retta che grava sull’utente finale, oppure sul sistema sanitario pubblico nella frequente ipotesi in cui il costo della retta venga sostenuto del tutto o in parte dal Comune di residenza prima del ricovero in struttura. Pertanto, chiediamo che case di riposo e RSA usufruiscano dell’IVA agevolata su luce e gas. Siamo soddisfatti che la Regione Veneto approvando la nostra mozione abbia dato un segnale tangibile. Più che i contributi una tantum, infatti, serve una riforma fiscale che introduca per queste strutture il regime di IVA agevolata“.


















