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Casartigiani, Luppi: “Pmi e P.Iva sempre più povere e penalizzate”

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La situazione economica rimane difficile e le previsioni per il 2023 non fanno purtroppo sconti. L’onda lunga del Covid unita al rincaro di bollette e materie prime sta provocando danni inimmaginabili.

I dati restituiscono in modo immediato la realtà: dal confronto tra il 2021 e il 2020 il numero di artigiani e commercianti, con una posizione aperta all’Inps, è diminuito di 2.126 unità, di questi 1.014 sono commercianti (-0,61%) e 1.112 artigiani (-0,70%).

Una lenta moria che dura ormai da anni e sta impoverendo il tessuto economico, facendo perdere tante eccellenze della tradizione italiana. Ad oggi in Veneto, – tra titolari, soci e collaboratori – rimangono attivi 156.670 artigiani e 164.768 commercianti.

“La questione è drammatica, il decisore politico non può far finta di niente – commenta Luca Luppi presidente di Casartigiani Verona -. Da troppo tempo chi lavora con P.Iva viene visto come un lavoratore di serie B e purtroppo anche le nostre leggi tutelano poco chi lavora in questa forma”.

Questi dati dimostrano che il peggioramento del quadro economico ha colpito i lavoratori più fragili, quelli senza alcuna tutela e privi di alcun ammortizzatore sociale; vale a dire la parte più debole del nostro mercato del lavoro: gli artigiani, i piccoli commercianti e in generale le partite Iva e tanti giovani liberi professionisti che invece di essere imprenditori di sé stessi preferiscono cercare sicurezza nella busta paga, quando possono.

“Quando in Italia la politica e i sindacati parlano di lavoro ci si riferisce sempre a quello dipendente, ma troppo spesso ci si dimentica del mondo dei lavoratori autonomi – insiste Luppi -, commercianti, artigiani, professionisti o falsi dipendenti che dopo il Covid sono sempre più poveri”.

Il popolo delle Partite Iva ogni giorno si scontra doppiamente con le difficoltà di questo momento: rincari, inflazione, energia alle stelle per gli autonomi sono una spada di Damocle che pesa sul proprio lavoro.

“Un paese che tutela i lavoratori, li tutela tutti, indipendentemente dal trattamento economico a cui sono sottoposti – conclude Luppi -. Il lavoro deve essere rispettato, sempre”.



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