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Sciopero dei ferrovieri contro le aggressioni: “Un problema di sicurezza pubblica che riguarda tutti”

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Alta anche a Verona l’adesione allo sciopero nazionale di otto ore indetto dai lavoratori e lavoratrici dei servizi ferroviari per la sicurezza personale contro le aggressioni. A testimoniarlo, oltre al presidio tenuto questa mattina in Stazione Porta Nuova da parte di alcune decine di lavoratori e lavoratrici, anche le tantissime corse cancellate fin dalle prime ore del mattino.

“Una misura dolorosa ma necessaria per sollecitare l’attenzione delle istituzioni locali che, a partire dalla Regione, finora hanno dato segno di scarsissimo interesse”, riferiscono i sindacati.

La vertenza, va ricordato, è partita da macchinisti, capitreno e personale viaggiante in genere, ma si è rapidamente estesa tra gli addetti alla biglietteria diventati anch’essi bersagli di episodi di violenza la cui frequenza durante l’estate ha raggiunto picchi non più accettabili.

“Dai tornelli all’intensificazione di controlli che facciano da filtro agli ingressi delle stazioni ferroviari, le soluzioni non mancano”. Come però sottolinea il Segretario Generale Filt Cgil Verona Alessandro Poles “il punto, purtroppo non ancora sufficientemente compreso, è che ci deve essere una assunzione di responsabilità da parte di tutti perché non è un problema soltanto “aziendale” ma anche di sicurezza pubblica che come tale richiede l’intervento delle istituzioni”.

“Il fenomeno è in forte crescita – continua Poles – con un’evidente escalation nelle ultime settimane: un capotreno aggredito a Venezia, due a Padova, un addetto alla biglietteria a Verona, senza contare tutte le aggressioni avvenute nei mesi scorsi e gli episodi che non vengono denunciati. Un’iniziativa di contrasto utile può essere rappresentata da attività specifiche di filtro in ingresso, eseguite a terra non solo dal personale aziendale, ma anche con ausilio delle forze dell’ordine e/o di infrastrutture fisiche dedicate (tornelli). Non è possibile che nessun capoluogo veneto sia dotato di tali strutture, come invece accade in tutte le principali città italiane. Il problema non riguarda solo i lavoratori, ma sono a rischio anche i viaggiatori. Viaggiare sicuri è un diritto di tutti”.

Poles infine aggiunge che la vertenza verrà progressivamente estesa anche ai lavoratori del trasporto pubblico locale (gli autisti dei bus) “la cui condizione sappiamo essere tutt’altro che ottimale”.



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