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Solution Hub, al Polo Santa Marta l’incontro tra Università e il mondo delle cantine sociali del Triveneto

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Rafforzare la competitività delle piccole e medie imprese del settore agroalimentare dell’area del Mediterraneo e far emergere le sfide comuni del mondo delle cantine sociali, attraverso un’innovativa metodologia mutuata dal Massachusetts Institute of Technology di Boston, basata su discussioni in gruppo e giochi di ruolo: con questi presupposti si è svolto, il 12 luglio, al Polo Santa Marta dell’università di Verona, il primo evento del Solution Hub, il luogo d’incontro tra università e mondo delle cantine sociali del Triveneto. 

All’evento, oltre che i rappresentanti delle cantine sociali di Bolzano, Trento, Treviso, Verona e Vicenza e ai responsabili delle aree di Verona-Vicenza e Treviso-Padova di Confcooperative Veneto, hanno partecipato Günter Schamel, docente di Economia del vino alla Libera università di Bolzano e la ricercatrice Giulia Gastaldello. Per l’università di Verona erano presenti Angelo Zago, docente di Economia politica e Umberto Nizza, ricercatore in Economia politica.  

Nel corso dell’evento sono emerse molte sfide comuni: per cogliere le opportunità che queste sfide offrono, e su questo ricercatori e cooperatori si sono trovati concordi, è importante che le due anime della cooperazione, proprietà e management, lavorino insieme proficuamente. A tutto questo si è aggiunta la necessità di includere il personale impegnato nelle cantine sociali, senza il supporto del quale innovazione e creazione di valore sarebbero limitati. In sintesi, si devono cogliere le opportunità offerte dal mercato, con la collaborazione fattiva del personale e convincendo i soci a supportare gli investimenti. 

Ma come conciliare queste esigenze? I partecipanti al Solution Hub concordano sul fatto che è fondamentale instaurare una comunicazione continua e trasparente con la base sociale, applicare delle regole chiare ed eque che incentivino correttamente la produzione di quanto richiesto dal mercato. Infine, è stata sottolineata l’importanza della formazione del personale e della base associativa in un’epoca incentrata sul pragmatismo come l’attuale, in cui non si può sfuggire alla logica del mercato, che può essere accompagnata ad una maggior consapevolezza dei valori, della forza ma anche dei limiti della cooperazione. 

Altro tema emerso è l’importanza della solidarietà, valore proprio e fondante della cooperazione. L’unione di questi valori, cooperazione, solidarietà, orgoglio e senso di appartenenza, può aiutare anche ad attirare giovani qualificati nel mondo cooperativo, sia tra il personale che tra i soci stessi. Una preoccupazione comune emersa durante l’incontro riguarda infatti il futuro dei vigneti e della gestione della cooperativa, in quanto i partecipanti hanno osservato uno scarso interesse da parte dei giovani sia per il lavoro in vigna, sia nella possibilità di contribuire alla gestione della cooperativa. 

Per raggiungere questi obiettivi, e promuovere la cooperazione e la condivisione tra cooperative, il gruppo si è dato appuntamento a dopo la vendemmia. I prossimi incontri saranno quindi itineranti, ospitati dalle cantine partecipanti, per approfondire questi temi e per vedere anche come gli stessi siano affrontati all’estero. Il progetto infatti prevede la creazione di hub simili in altri paesi del Mediterraneo, ovvero in Francia, Spagna, Grecia e Turchia. 



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