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I numeri della crisi energetica: il 57% dei Veronesi è preoccupato per il costo delle bollette

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La nuova ricerca di Changes Unipol, realizzata ed elaborata da Ipsos, ha esaminato come si stanno modificando i comportamenti e le attitudini dei cittadini di Verona nella quotidianità dell’attuale scenario di crisi energetica e le loro preoccupazioni nel contesto della crisi bellica in Ucraina per via delle difficoltà di approvvigionamento di energia e del rincaro dei prezzi.

Lo Studio evidenzia che i principali timori per i veronesi sono legati ai costi delle bollette (57%), a spese impreviste (49%) e alle cure dentistiche (39%) e 1 veronese su 3 teme di non riuscire a sostenere le spese per la benzina. A Verona, inoltre, il 91% del campione intervistato si dice già attivo o intenzionato ad adottare comportamenti virtuosi di risparmio energetico.

La continua dipendenza dalle importazioni di energia dall’estero è la principale preoccupazione legata al conflitto Russia-Ucraina per i veronesi (39%). A seguire il possibile ricorso al nucleare (21%) e il rischio di non dare priorità alla transizione verso le rinnovabili (16%).

La riattivazione o l’apertura di centrali a carbone è fonte di preoccupazione complessiva per il 35% dei veronesi, un dato che, tuttavia, risulta per gli intervistati veronesi più basso di 5 punti percentuali rispetto alla media italiana. Minore inquietudine destano, invece, la costruzione o l’aumento di produzione dei rigassificatori e la costruzione di nuovi gasdotti, indicati rispettivamente soltanto dal 3% e dal 2% degli intervistati come maggiore minaccia.

Alla luce dei rincari dei prezzi, il 57% dei veronesi indica nelle bollette di acqua, luce, telefono e gas la spesa che avrà più difficoltà ad affrontare in futuro. In tema di rincari e inflazione, invece, ben il 90% dei veronesi indica almeno una voce di spesa che potrebbe far fatica ad affrontare nel prossimo futuro, percentuale superiore a quanto dichiarato dagli italiani (82%). Solo il 4% afferma di non prevedere problematiche legate alle spese future.

Dopo i prezzi delle bollette, il timore più diffuso è quello di dover sostenere una generica spesa imprevista, indicato da 1 veronese su 2 (49%). Tra le altre voci, il 39% teme di non riuscire a sostenere le spese dentistiche, mentre il 34% teme di non riuscire a sostenere le spese per la benzina, dato superiore a quello nazionale (31%).

Le altre preoccupazioni economiche più sentite dai veronesi sono: le spese per la casa quali affitto, mutuo o condominio (37%), una spesa importante, come la sostituzione di un elettrodomestico rotto (37%) o effettuare acquisti non alimentari (28%). Un 14%, invece, si dichiara preoccupato di non poter sostenere le spese per il mantenimento e l’istruzione dei figli (attività, libri, tasse…).

Ma anche le più piccole accortezze per risparmiare risultano lontane dalla piena diffusione: non lasciar correre acqua inutilmente è il comportamento più diffuso, ma viene adottato solo dal 58% degli intervistati, seguito dall’azionare lavatrici e lavastoviglie solo a pieno carico (57%) e dal sostituire le vecchie lampadine con quelle a led (47%).

I buoni propositi perdono poi consensi quando si parla di comfort climatico: meno di 1 veronese su 2 (45%) è disposto a ridurre la temperatura dei termosifoni d’inverno, mentre solo 1 su 4 (25%) si dichiara pronto a rinunciare a ridurre l’uso del condizionatore d’estate. Quest’ultimo dato, in particolare, risulta più basso anche rispetto a quanto indicato dagli italiani (31%). Il 41%, invece, si dichiara intenzionato a scegliere elettrodomestici a più basso consumo o ad alta classe energetica. I veronesi sono anche disposti a ridurre l’utilizzo dell’auto, mentre risultano in crescita gli spostamenti in bici e tramite veicoli di sharing.

L’80% dei veronesi, a fronte di un 73% nazionale, dichiara oggi di utilizzare quotidianamente un’auto di proprietà per i propri spostamenti ma, nelle intenzioni dei prossimi 6 mesi, questa quota scende al 73%. In crescita gli spostamenti in bici (dal 22% al 25%) e l’utilizzo di veicoli in sharing (auto, monopattini, bici o moto/scooter), che saranno utilizzati dal 9% della popolazione, a fronte dell’odierno 5%.

Rimarranno sostanzialmente stabili, invece, gli spostamenti a piedi (dato costante al 18%), quelli con i mezzi pubblici (dal 17% al 16%) e con il motorino di proprietà (dall’11% al 10%).



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