Si è concluso nei giorni scorsi lo smontaggio della Stella cometa di piazza Bra che, dal 1984, è il simbolo del Natale scaligero. Coda, punte e corpo centrale sono stati minuziosamente smontati e staccati ad uno ad uno. Una prassi per i veronesi, abituati a svegliarsi, da un giorno all’altro, senza la loro Stella.
Ma molti veronesi si chiedono chi si occupa di allestire, smontare la scultura in acciaio e conservarla durante l’anno. Presto detto: è l’azienda dolciaria scaligera Vicenzi. Nei magazzini del Gruppo la Stella dimora da un Natale all’altro. Prima dell’annuale chiamata della Fondazione Verona per l’Arena che, insieme al Comune, mette a disposizione della città e dei turisti la grande archi-scultura d’acciaio, legata ai ricordi degli adulti e al divertimento dei piccoli che amano scalarne le punte.
“L’amore e l’attaccamento per il nostro territorio ci hanno spinti a voler contribuire alla tutela della Stella, immagine di Verona e del Natale scaligero in tutto il mondo – spiega il presidente del Gruppo Giuseppe Vicenzi -. Siamo orgogliosi, come azienda scaligera, di poterla custodire quando non è esposta davanti all’Arena. È nel cuore di tutti i veronesi, compreso il nostro. Per questo, con grande premura, da anni ci occupiamo di allestirla, smontarla e poi tenerla sotto la nostra ala”.
La Stella progettata dall’architetto Rinaldo Olivieri, su idea di Alfredo Troisi, è alta 70 metri e lunga 82 con le punte che arrivano fino ai 22 metri. Per realizzarla sono state necessarie 80 tonnellate di acciaio e ben 2.500 bulloni. Come per la Tour Eiffel, anche la Stella era stata progettata per essere allestita una sola volta, nel 1984 in occasione dell’inaugurazione della Rassegna dei Presepi in Arena. Con gli anni, tuttavia, ha continuato ad essere allestita nella piazza centrale della città per le festività natalizie. La Stella è nel Guinness dei primati essendo l’archi-scultura più grande del mondo. Da New York a Osaka, sono molte le richieste arrivate nel corso degli anni per avere la Stella ad eventi ed expo nel corso degli anni, ma la città non ha mai voluto rinunciare al suo simbolo.


















