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Confagricoltura: anno da dimenticare per ortofrutta e olio, bene vino e riso

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Per l’ortofrutta e l’olio è stata un’annata da dimenticare, per il riso e per la viticoltura invece è stata buona. È il bilancio del 2021 per l’agricoltura veronese, che paga lo scotto delle gelate primaverili e delle violente grandinate estive.

“I cambiamenti climatici ancora una volta hanno messo a dura prova gli agricoltori – sottolinea il presidente di Confagricoltura Verona, Alberto De Togni -. Intere colture sono state decimate da grandine e tempeste. Le gelate hanno quasi azzerato la produzione di albicocche e susine, riducendo drasticamente quella delle pesche e delle ciliegie. Le violente grandinate estive hanno devastato mais, pomodori e le foglie del tabacco. Male anche l’olio, con una produzione sostanzialmente azzerata: il gelo ha ritardato la fioritura e le grandinate estive hanno ulteriormente compromesso la produzione. Per gli agriturismi l’estate è stata in ripresa, ma le perdite dell’anno scorso si fanno ancora sentire e le restrizioni dovute alla pandemia stanno portando a rallentamenti soprattutto nella ristorazione. Buona annata invece per il riso, che vede una produzione in calo del 10% ma prezzi in ascesa, e sorride anche la viticoltura, con una buona qualità e un lievissimo calo di produzione”.

A rendere più difficile la situazione sono stati anche gli aumenti generalizzati dei prezzi delle materie prime e dell’energia. “I rincari hanno causato una reazione a catena, con  un incremento abnorme dei prezzi dei mangimi e dei concimi, che ha messo in crisi i produttori di latte, formaggi e carne, ma anche degli imballaggi, del riscaldamento delle serre, dell’essiccazione dei foraggi, delle macchine agricole e dei pezzi di ricambio. Perciò la priorità di Confagricoltura, anche nel 2022, sarà la salvaguardia dei redditi delle aziende agricole. L’accordo sulla nuova Pac, la Politica agricola comune, non ci fa dormire sonni tranquilli. Per il quinquennio 2023-2027 è prevista una svolta green sociale e ambientale che, però, non è supportata dall’aumento delle risorse in agricoltura, che invece verranno ridotte. Siamo i primi a sostenere pratiche sostenibili e compatibili con la tutela della biodiversità, ma occorre che le politiche riguardanti l’agricoltura garantiscano stabilità di mercato e giusta remunerazione di tutte le fasi della filiera. Dal canto nostro dovremo battere sempre di più sul tasto della formazione, affinché la futura generazione di imprenditori sia in grado di gestire e maneggiare i nuovi strumenti di precisione. Dobbiamo puntare su strumenti innovativi come app, big data, sensori, immagini satellitari e droni, che potranno rendere le coltivazioni italiane più adatte al clima che cambia”.



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