Questa mattina in conferenza stampa Flavio Tosi, assieme ai Consiglieri comunali Daniela Drudi, Alberto Bozza (Lista Tosi), Patrizia Bisinella e Paolo Meloni (Fare), ha annunciato di aver inoltrato due segnalazioni alla Corte dei Conti e all’Anac circa la gestione da parte di Amt del Responsabile Unico del Procedimento (RUP) del Filobus.
Il motivo è presto detto: “Il RUP – spiega Tosi – nell’ambito della pubblica amministrazione deve essere obbligatoriamente un dipendente e invece Amt il 18 marzo ha emesso un bando per incaricare un libero professionista esterno a 70 mila euro annui”.
La morale: “Amt rischia di aver nominato un RUP in modo illegittimo e questo è un fatto pesantissimo, ancor più quando ci saranno nuove contestazioni milionarie delle ditte appaltanti del Filobus – prosegue Tosi -. Ed è probabile che accada poiché Sboarina non ha concordato, nei tempi previsti, con le ditte e il ministero le modifiche progettuali che aveva annunciato sui giornali. Le ditte dunque avrebbero già il diritto di riaprire i cantieri, facile che nasceranno presto nuovi contenziosi”.
Insomma secondo i consiglieri di Lista Tosi e Fare Verona: “I vertici di Amt hanno giocato sulla pelle della stessa azienda e dei contribuenti veronesi. Questi fatti li ha segnalati Alberto Benetti, che per tale motivo e con grande coerenza non ha accettato l’incarico di Consigliere di amministrazione nel nuovo Cda. Benetti, che ringraziamo, nel rifiutare l’incarico ha scritto al sindaco Sboarina proprio chiedendo una verifica su questo bando di un RUP esterno, verifica che non c’è stata, infatti la situazione è la stessa, nulla è successo e il sindaco come sempre tace”.
“Amt – ha ricordato Tosi – è una società che rientra nella pubblica amministrazione, essendo in house e quindi braccio strumentale del Comune. C’è anche una sentenza recente (2 aprile 2021) del Tar Veneto che lo ribadisce. E nella pubblica amministrazione il RUP deve essere obbligatoriamente un dipendente, per un fatto di garanzia e trasparenza in primis dell’azienda stessa, quindi dei suoi lavoratori, poiché quella figura gestisce documenti importantissimi, figuriamoci in un appalto da 140 milioni come il Filobus”.
“Tutto questo è reso ancor più grave dall’incoerenza degli stessi vertici di Amt – ha continuato Tosi – che nel bando di novembre per il futuro direttore generale si erano ripromessi di incaricarlo come RUP. E di farlo fare gratuitamente, cioè senza riconoscergli compensi aggiuntivi. Invece il 18 marzo, pochi giorni prima della nomina del nuovo dg Marchiori – che peraltro è un dipendente e avrebbe pure le competenze e (da bando vinto) il diritto di fare il RUP – è stato emesso un nuovo bando per incaricare a RUP un libero professionista a 70 mila euro annui”.
“Un atto illegittimo a nostro avviso e uno spreco di risorse pubbliche – ha concluso Tosi – perché accanto a un direttore generale a 115 mila euro l’anno ma di fatto senza incarichi operativi di rilievo, ora abbiamo un RUP che ne prende 70 mila ma che non essendo dipendente, non può svolgere quel ruolo. Da qui le nostre segnalazioni a Corte dei Conti e Anac”.


















