Durante lo svolgimento delle Commissioni congiunte Tutela Animali e Sicurezza sui cani mordaci, a seguito di un grave episodio avvenuto lo scorso 5 giugno, è emersa l’esigenza di prevedere un patentino obbligatorio preventivo di formazione per coloro che intendono acquistare o adottare particolari razze o incroci di cani.
Presenti all’incontro i presidenti delle Commissioni Tutela Animali e Sicurezza, Laura Bocchi e Andrea Bacciga, Stefano Selva, proprietario della cagnolina Sally, uccisa da un cane di razza Amstaff, il capo della Polizia municipale di Verona Luigi Altamura, il dottor Stefano Adami, direttore Servizi igiene urbana animali per l’Ulss, la dottoressa Camilla Siliprandi, veterinario comportamentalista, referente Progetti di Interventi Assistiti con gli animali presso l’Istituto Zooprofilattico, l’assessore alla Sicurezza Marco Padovani e Romano Giovannoni, direttore del canile rifugio di Verona.
Durante la commissione, Selva ha raccontato l’episodio: sabato 5 giugno Sally, nella consueta passeggiata a guinzaglio, era accompagnata dalla madre ottantenne di Selva, in Via Centro. Un cane di razza Amstaff, sbucato da un baule aperto di una macchina , ha aggredito alle spalle la signora anziana, facendola cadere e si è avventato sulla cagnolina azzannandola. Solo con l’intervento di tre vigili del Fuoco di passaggio il cane ha allentato la presa. Portata con urgenza dal veterinario la cagnolina è morta dopo due ore a seguito delle ferite riportate. “Il problema è che certi proprietari non si prendono la responsabilità dei loro cani – ha spiegato Selva –, è come se girassero con una pistola carica senza sicura”.
La sorella di Selva, la signora Gabriella, ha poi sottolineato che queste aggressioni avvengono per l’indifferenza dei proprietari dei cani e che l’episodio accaduto a Sally non è isolato. Bacciga ha ribadito che in Italia esistono normative: “Chi subisce un danno va tutelato e deve adire alle vie giudiziali“.
Il comandante della Polizia municipale Altamura ha spiegato che queste tipologie di aggressioni vengono trattate con provvedimenti anche molto forti, come sequestro e confisca degli animali: “Le leggi ci sono e in questo Comune vengono applicate con la massima severità. L’appello è di segnalare sempre. Purtroppo c’è una recrudescenza di questi episodi: i cani censiti sono oltre 2mila all’interno della banche dati, a cui si devono aggiungere quelli che non hanno il microchip, sebbene obbligatorio per legge, e che sono più difficili da individuare”.
“È fondamentale intervenire attraverso una nuova e più ampia classificazione dei cani, i cui proprietari devono seguire percorsi formativi preventivi – ha aggiunto il dottor Adami –. I limiti degli interventi è che si arriva sempre a posteriori, dopo che il cane ha aggredito una persona un altro cane. Si deve lavorare mettendo in guardia su comportamenti, attitudini e idoneità o meno alla socializzazioni nei confronti di umani e altri cani. Solo attraverso percorsi formativi si può fare una scelta consapevole e responsabile”.
Giovannoni, direttore del canile rifugio di Verona ha sottolineato che il più delle volte il problema non sono i cani ma i proprietari, totalmente impreparati a gestire questi animali, risultato di una serie di incroci con razze considerate potenzialmente pericolose.
“Azione preventiva, di cultura e di buona relazione uomo-animale – ha ribadito la dottoressa Siliprandi –. La Federazione Nazionale Veterinari sta lavorando sulla lista dei cani che va aggiornata e riveduta, alla luce dei nuovi incroci. È arrivato il momento di fare un patentino preventivo per alcune razze che si stanno diffondendo”.
Bacciga ha evidenziato l’esigenza, condivisa da tutti i presenti, di arrivare a una modifica del regolamento comunale, anche su proposta del consigliere della Lega Alessandro Gennari, intervenuto durante la Commissione.
“Gli incroci interessano un migliaio di cani. Sono cifre importanti. E gli ultimi episodi ci portano a doverci interrogare in modo più incisivo su questa moda di acquistare cani sicuramente più complicati, che devono essere gestiti da un proprietario formato e coscienzioso. Senza dimenticare la difficoltà di tracciamento di tutte quelle adozioni, registrate solo in Ulss, che derivano tra incroci”, ha concluso Bocchi.













