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Arsenale. Valdegamberi: “Adottare soluzioni costruttive e destinazioni condivise”

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“L’Arsenale Militare Austriaco di Verona ha una storia gloriosa: non giova a nessuno scadere nella bagarre in vista delle elezioni. È il secondo arsenale militare più grande d’Europa dopo quello di Vienna, ed è una vera occasione di rilancio per la città. Esistono e vanno adottate soluzioni costruttive e destinazioni d’uso condivise ”. Lo dichiara il consigliere regionale e presidente di Vale Verona Stefano Valdegamberi.

“Dal 1995 l’area è di proprietà del Comune di Verona, e si sono registrati ritardi, progetti fantasiosi, occasioni di sinergia pubblico-privato perse da tutte le amministrazioni precedenti. Una storia che questa amministrazione può ancora portare a compimento, dialogando con le realtà del territorio, per il bene di tutta la città”, spiega il consigliere.

Anche secondo Filippo Grigolini, vicepresidente di Vale Verona e già presidente della Seconda Circoscrizione, è opportuno guardare al futuro: “Non serve cercare visibilità trasformando confronti di idee in contrasti insanabili come ha fatto qualche consigliere, non serve fare demagogia sulla necessità di un intervento pubblico-privato in concessione, visto l’ingente investimento necessario, e non serve neppure arroccarsi su scelte non condivise, soprattutto se vi sono alternative percorribili: il Comune riapra un percorso di confronto e ascolto delle istanze del territorio per giungere a soluzioni progettuali e logistiche di massima utilità per i veronesi, senza attardarsi in polemiche giornalistiche.”

Ad oggi è stato depositato il progetto esecutivo da parte di Politecnica per la ricostruzione delle coperture ammalorate ed è stato assegnato dal Comune ad un gruppo di imprese padovane un appalto di circa 6,7 milioni per questo intervento, da eseguire entro 500 giorni.

Attilio Centurioni, coordinatore dell’area infrastrutture e investimenti strategici di Vale Verona, ricorda che “Dal 1985 uno dei padiglioni dell’Arsenale è stato ceduto del Demanio Militare alla Diocesi di Verona e dal 1986 ospita la Parrocchia di San Francesco all’Arsenale, alla quale giustamente è stato chiesto dall’Assessore Segala di condividere la scelta di “aprirsi verso l’area dell’Arsenale”, visto che attualmente è circondata da alti muri in calcestruzzo “non valicabili” risalenti al periodo in cui l’Arsenale era a tutti gli effetti ancora zona militare.”

“A questa proposta – prosegue Centurioni – la Diocesi e la Parrocchia avevano risposto positivamente già nel 2018, essendoci nel progetto della Corte Est una zona verde ad ovest dell’area parrocchiale, ed a condizione di salvaguardare con opportune protezioni la sicurezza di persone e cose nell’area della Parrocchia. Diversamente da quanto ricorda la consigliera Bressan, a quel tempo non era stata ancora comunicato formalmente alla Diocesi e alla Parrocchia che al posto dell’area verde si progettava di costruire due capannoni monopiano con superficie complessiva di oltre 1000 m2 per ospitare il mercato, attività incompatibile con quelle parrocchiali, cosa che avrebbe ovviamente modificato il parere positivo formulato in quella occasione”.

“Se questa fosse davvero la soluzione finale” ha continuato Antonio Zerman, consigliere di Vale Verona in seconda circoscrizione, “si perderebbe la grande opportunità di dare spazi e vitalità alla Corte Est per la socializzazione e l’incontro, inserendo in edifici storici esistenti anche i locali per anziani, per le famiglie e la sala di lettura, collocati nella lontana Corte Ovest nell’attuale progetto. Conclude Valdegamberi: “suggeriamo che soluzioni alternative, effettivamente disponibili, vengano valutate e concordate prima che siano completate le fasi autorizzative del progetto”.



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