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Bilancio di previsione 2021/2023. Mozione “bipartisan” per il sostegno sociale ed economico della città

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Fumata bianca in Consiglio comunale. L’amministrazione ha approvato il bilancio di previsione 2021/2023 con 25 voti favorevoli, 11 contrari e 1 astenuto.

In prima battuta, con l’apertura del dibattito, nella seduta del 23 aprile, era stata depositata da parte dei gruppi consiliari di centrodestra, una mozione di maggioranza. Il documento indicava gli interventi di aiuto sociale ed economico definiti dalla sola maggioranza, su cui l’Amministrazione si sarebbe impegnata ad investire, nel rispetto degli equilibri di bilancio, parte delle risorse finanziarie provenienti dell’avanzo libero.

La mozione è stata successivamente modificata, a seguito di un animato confronto politico fra maggioranza ed opposizione, avvenuto il 30 aprile durante una capigruppo che ha di fatto sospeso i lavori del Consiglio. Il nuovo testo, con primo firmatario il presidente del Consiglio comunale Ciro Maschio e sottoscritto da tutti i capigruppo, raccoglie idee e proposte di tutte le rappresentanze politiche presenti in aula.

La mozione “bipartisan” è stata approvata all’unanimità, con 36 voti favorevoli. Il documento impegna l’Amministrazione a destinare parte dell’avanzo per: aumenti di capitale o contributi straordinari da riconoscere a realtà societarie comunali riconosciute quali motori dell’economia veronese; implementare risorse e servizi rivolti alle famiglie in difficoltà economica e categorie fragili, prevedendo di destinare il 9% dell’avanzo; determinare agevolazioni e sgravi alle utenze domestiche per il pagamento della Tari, avendo particolare attenzione alle attività produttive obbligate a sospendere l’attività, destinando il 9% dell’avanzo.

E, ancora, destinare una somma non inferiore al 22% dell’avanzo per azioni a sostegno di tutte le attività maggiormente colpite dalla crisi economica, avendo particolare attenzione alle realtà culturali, dello spettacolo, del commercio, del settore ristorazione e dei servizi turistici o di organizzazione eventi, operanti nel territorio veronese, che hanno subito un grave calo di fatturato annuo nell’esercizio 2020. Inoltre, destinare un contributo pari al 2,5%, per ampliare i servizi all’infanzia, in particolare all’aumento dei posti disponibili negli asili nido comunali; destinare un contributo del 2,5% per realizzare un piano straordinario di digitalizzazione delle procedure interne del Comune e dei servizi erogati ai cittadini.

Non mancano le critiche dell’ex sindaco Flavio Tosi che, anche se ammette che l’Amministrazione comunale ha ceduto in parte alle richieste delle opposizioni, fa notare come sia stato concesso ancora troppo poco alle famiglie e sottolinea la necessità di investire a favore dei cittadini in crisi.

“Ci è voluta tutta la nostra pressione politica affinché la maggioranza Sboarina accettasse, seppur troppo blandamente, di destinare parte dell’avanzo di bilancio 2020 anche a famiglie in difficoltà e imprese in crisi, come quelle del turismo, ristorazione, cultura e spettacolo – dichiara Tosi -. Dopo tanti dinieghi di Sboarina e dei suoi, che volevano mettere tutto per la ricapitalizzazione di Fiera e Aeroporto, ma soprattutto per sanare la voragine della malagestio di AMT,  finalmente è stata accolta la nostra proposta di aiutare anche attività economiche e famiglie. Rimane comunque poco il 22% dell’avanzo per le attività commerciali, è poco il 9% per le famiglie. È poco riversare solo il 9% per aiutare le persone più indigenti nei pagamenti Tari. È poco, ma certamente è meglio del niente che fino a qualche giorno fa Sboarina voleva dare ai veronesi.”.

Tosi poi definisce “poco coraggioso” l’impianto generale del bilancio, che Lista Tosi e Fare Verona infatti hanno bocciato. “L’Amministrazione Sboarina ha il braccino corto ed è incapace di spendere e realizzare, non sa investire per la città. Pensiamo ai giganteschi avanzi di bilancio degli ultimi due anni, quasi 30 milioni nel 2020 e addirittura 35 milioni nel 2019. Bene, cioè male, perché è quasi certo che anche questo 2021 si concluderà con un avanzo monstre. Tanti soldi pubblici che il Comune si tiene in cassa senza restituirli ai cittadini in servizi, agevolazioni, aiuti sociali, sgravi tributari. Il tutto mentre Verona è ferma e in ginocchio”.

Alla delibera sono stati collegati 1.236 emendamenti. Con la definizione della mozione “bipartisan” è stato concordato, con i gruppi di opposizione, il ritiro della maggior parte degli emendamenti collegati, per consentire di arrivare, nella seduta odierna, all’approvazione del bilancio. Sono stati quindi votati 108 emendamenti, di cui 26 già accolti dall’assessore Toffali.

I consiglieri comunali del Partito Democratico Federico Benini, Elisa La Paglia e Stefano Vallani a riguardo specificano: “La manovra emendativa sul bilancio di Previsione 2021 che il Pd ha contribuito a sviluppare di concerto con tutte le altre opposizioni in Consiglio comunale è riuscita nel duplice intento di vincolare, grazie alla mozione unitaria sottoscritta da maggioranza e opposizione, una parte dell’avanzo di amministrazione 2020 a favore di famiglie e di imprese colpite dalla crisi Covid, e di ottenere l’attenzione della giunta su alcune tematiche di specifico interesse come la povertà educativa, il diritto alla casa, la sicurezza, l’edilizia sportiva”.

“Su circa 330 emendamenti che abbiamo presentato – proseguono i consiglieri -, ne sono stati accolti 8, grazie ai quali vengono destinate risorse al tema dell’affido culturale e per progetti di sostegno della competenza linguistica. Siamo riusciti ad implementare le risorse a sostegno del diritto alla casa e abbiamo ottenuto un impegno per incrementare controlli e sicurezza nelle zone buie della città. Non abbiamo poi dimenticato i territori, inserendo ad Ovest il recupero di Forte Procolo e ad Est fondi la sistemazione del centro polifunzionale di Castiglione”.

“Spiace soltanto – concludono – che l’amministrazione non abbia mostrato maggiore volontà di approfondimento su temi urgenti. Sul piano delle opere cittadine ad esempio, è stato ancora una volta snobbato il richiamo a realizzare il Parco della Spianà previsto dal Pums e atteso dalla cittadinanza intera, non solo quella della Terza Circoscrizione”.  



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