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Dante disse: “Federico i’ vorrei che Mauro, Flavio, Daniela, Patrizia ed io mi faceste più lustro”

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Dopo 700 anni dalla sua morte Dante riesce ancora, nella città di Cangrande, a creare divisioni e polemiche. Vediamo come, perché e chi.

“Spara” Daniela Drudi, oggi nel gruppo di Flavio Tosi: “Verona è sullo sfondo rispetto a Firenze e Ravenna sulla ribalta nazionale. Non vengono valorizzati gli Scaligeri e Cangrande, sono stati dimenticati i discendenti veronesi e sono stati esclusi dalle celebrazioni gli attuali eredi”. Rincara la dose il Consigliere regionale Alberto Bozza: “Tre anni fa venne accolta la nostra proposta di cittadinanza onoraria a Dante, ma non è stata valorizzata questa specificità di Verona”. Mette la ciliegina sulla torta Flavio Tosi: “Ravenna ha creato un sito e fatto campagna social, dal nostro Comune poche iniziative e zero promozione”.

Arriva lancia in resta Mauro Bonato, vicecapogruppo di Battiti per Verona Domani, in sostegno al sindaco Federico Sboarina, che replica e smentisce gli attacchi di alcuni della minoranza: “Basta un semplice clik per capire come le affermazioni dei consiglieri di minoranza, capeggiati da Daniela Drudi, su Verona e l’anniversario di Dante, siano pretestuose e banali. Ma forse l’uso del pc per la presidente della commissione cultura e gli altri è solo un optional. Se cerchiamo sul web le parole Dante e Verona, in 0.57 secondi escono ben dieci milioni e cinquecentomila risultati”.

“Esiste  – continua Bonato -un sito internet ufficiale su Dante e Verona, realizzato dal Comitato di Coordinamento del Protocollo di Intesa per le celebrazioni del VII centenario dalla morte di Dante Alighieri attraverso il quale si possono conoscere tutte le iniziative per l’anniversario Dantesco. Un comitato promosso dal Comune e he vede la partecipazione del Ministero per le attività culturali la Regione, il Trentino, il Miur, l’Università e la Diocesi. Forse la consigliera Drudi si è sentita offesa solo perché non è stata inserita nel comitato scientifico dell’iniziativa dantesca”.

Risponde a tono Patrizia Bisinella: “Verona con le celebrazioni dantesche ha perso un’occasione culturale, mediatica e promozionale. Certo, c’è ancora tempo e spero che in questo 2021 si riesca parzialmente a recuperare, ma capisco i cittadini, che sono rimasti sbigottiti nel vedere il poco risalto che ha avuto Verona sul piano nazionale. Quanto è successo è il segno dell’approssimazione e dell’approccio dilettantistico che l’Amministrazione comunale ha nei riguardi della cultura”.

Bonato non molla la presa e ricorda che “Il Museo di Berlino renderà disponibile per la sezione della mostra intitolata ‘Tra Dante e Shakespeare: il mito di Verona’ in preparazione alla galleria d’arte moderna Achille Forti, l’immagine coordinata e lavorata dei Musei Statali di Berlino, ispirata ai disegni di Sandro Botticelli per l’illustrazione della Cantica del Paradiso”.

Una cosa è certa, al di là del botta e risposta tra maggioranza e opposizione sui 700 anni di Dante, poco si è fatto per magnificare colui che lo ha ospitato, Cangrande della Scala, e sicuramente non era opportuno attivare il restauro della statua di Dante nell’omonima piazza proprio nell’anno delle celebrazioni.



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