Dopo che il Sindaco Federico Sboarina ha ufficializzato che gli enti pubblici devono fare il loro dovere e non abbandonare il nostro aeroporto ad altri, e se così fosse almeno con gara pubblica internazionale (se vendiamo lo facciamo al miglior offerente) arriva nel giorno in cui è stata disinnescata una bomba vicino alla Stazione un altro ordigno. Lo ha piazzato il presidente della neonata Vale Verona! nonché consigliere regionale Stefano Valdegamberi che racconta le bugie diventate verità per come sono state dette ai veronesi sull’aeroporto Catullo.
Parte “lancia in resta” il buon Stefano: “Se non ci fosse stata Save, l’aeroporto non si sarebbe salvato perché non c’erano i soldi ed erano gli unici disposti a metterli. Me lo disse un amico industriale veronese, parlando tempo fa del Catullo. Probabilmente lo avevano informato male: niente di più falso”.
“L’ingresso della società Save che gestiva l’aeroporto di Venezia, è avvenuto senza gara, con un accordo che le affidava in toto la gestione, pur avendo solo 40% delle quote. Stesso percorso preparato con A2A, se AGSM non fosse stata bloccata in extremis da chi come noi non vuole svendere i gioielli di famiglia”, dichiara il consigliere regionale.
“SAVE Era l’unica soluzione possibile? No, era l’unica soluzione voluta da autorevoli esponenti delle associazioni imprenditoriali e dai rappresentanti dei soci pubblici di allora, sollecitati dal potere veneziano e la decisione arrivò alla fine di un braccio di ferro con Milano/Bergamo. Altri politici infatti spingevano in quella direzione, ma sempre nell’ottica di svendere: i due poli aeroportuali volevano prendersi Verona-Montichiari, non per farli crescere, ma per neutralizzarli, dopo averli spolpati”, sostiene Valdegamberi.
“Bastava ricorrere ad una gara internazionale e Save non sarebbe stato l’unico competitor – prosegue il consigliere -. Ma la miope politica di allora ha preferito trattare sottobanco, consegnando il Catullo, tra mille promesse mai attuate, nelle mani di Venezia. Tutti i voli più importanti sono stati spostati là. Venezia ha fatto nel frattempo crescere la succursale di Treviso, dirottando lì tutti i voli low cost. Venezia e Treviso sono passate da 10, 7 milioni di passeggeri a 14,8 nel 2019. Bergamo è arrivata a 13,9 milioni nel 2019: ecco dov’è la competizione. Verona, ridotta a vaso di coccio tra vasi di ferro, è a 3,6 milioni, ha perso totalmente il traffico merci che arriva solo a Venezia (64.000 t) o a Bergamo (119000 t)”.
“La presunta beneficienza di Marchi della Save è subito svanita. Per Verona non c’era nessun piano di sviluppo con i soci pubblici ridotti al ruolo di spettatori passivi. Era l’unica soluzione, si ostinano alcuni in malafede a sostenere ancor oggi! Perché non fare un gara, come io ed altri chiedevamo allora e ribadiamo anche ora?”, si chiede Valdegamberi.
“L’aeroporto di Lubiana era stato messo in gara circa 3-4 anni fa. Un aeroporto molto piccolo con più o meno 900 mila passeggeri all’anno. Sono andati in gara pubblica ed hanno partecipato 27 consorzi, la gara è stata vinta da Francoforte con una valutazione di 117 milioni di euro, con benefici sia per le casse dello Stato, sia per l’impegno programmato di un nuovo terminal da 3 milioni di passeggeri entro 3 anni”, dice il leader di Vale Verona.
“Perché non si poteva fare lo stesso per il Catullo? La politica locale e i rappresentanti del mondo imprenditoriale veronese hanno fallito perchè hanno anteposto gli interessi di lobby e ‘gettoni’ a quello di Verona. E i risultati, dei quali sono chiamati a rispondere, sono sotto gli occhi di tutti”, spiega Valdegamberi.
“La soluzione di vendere a SAVE è stata una decisione assurda della politica locale: molti investitori esteri si erano interessati ed attendevano che fosse indetta la gara. Tutto questo è stato sempre taciuto ai veronesi, dando una versione distorta e tendenziosa dei fatti. Per quattro poltrone e qualche prebenda c’è chi si è svenduto Verona. Auspichiamo che ora i decisori pubblici di Verona e Trento non ripetano l’errore e abbiano proposte concrete perché il Catullo possa tornare a crescere come Verona merita”, conclude Valdegamberi.

Sindaco – Federico Sboarina 
Enrico Marchi – presidente Save 
Paolo Arena – presidente Catullo























