Quella di sabato in via Emo è stata una pacifica manifestazione alla quale hanno partecipato circa 250 persone. Tra firme fisiche e virtuali la petizione per salvare gli alberi della via ha infatti superato le 2.200 sottoscrizioni. Portavoce della protesta il capogruppo comunale del Partito Democratico Federico Benini. Presenti anche i consiglieri di Terza Circoscrizione Sergio Carollo e Riccardo Olivieri.
“Dal riscontro che abbiamo avuto dagli uffici comunali ad oggi – spiega Benini – nulla è cambiato rispetto al progetto originario che prevede il taglio di una cinquantina di piante lungo il tragitto della nuovo collegamento ciclabile tra il Saval e San Zeno di cui una trentina soltanto in via Emo. Gli uffici confermano che le piante risultano ancora condannate e non sia ha alcun riscontro progettuale della promessa del Sindaco secondo il quale nessuna pianta sarà toccata”.
“Per questa ragione protocolleremo in Comune tutte le firme chiedendo che venga adottata la nostra proposta di variante che consente di bypassare via Emo usufruendo di via Marin Faliero dove c’è tutto lo spazio necessario per allargare i marciapiedi allungando solo di poco il percorso della pista ciclabile”, dichiara Benini.
“Ma che cosa sta accadendo dove i lavori della pista sono già stati avviati? Un riscontro diretto lo abbiamo nel tratto iniziale di via Faliero, a circa 500 metri da via Emo, dove le ruspe hanno scavato tutto intorno agli alberi (non pini marittimi ma magnolie) con l’effetto probabile di reciderne le radici e renderle nel giro di poco tempo ammalate”.
“Ecco il rispetto per gli alberi di Sboarina: prima li strazia, poi li dichiara malati cronici e infine li taglia. Altro che Regolamento del Verde, a Verona questa giunta boscaiola continua impunemente a fare strage di alberi”, concludono i consiglieri.
























