L’autorevole società di sondaggi Arcadia nel mese di gennaio 2021 ha realizzato un’indagine per fotografare il quadro politico elettorale nel comune di Verona, utilizzando come popolazione di riferimento cittadini veronesi dai 18 anni in su segmentati per sesso, età, titolo di studio proporzionalmente all’universo della popolazione scaligera. Il numero di interviste sono state più di 800.
Nel capoluogo scaligero la percezione è che negli ultimi 5 anni la qualità della vita sia peggiorata per il 42% dei Veronesi, mentre solo il 12% ritiene sia migliorata. Questa percentuale è omogenea in tutte le classi analizzate ad esclusione degli under dove il dato registrato è del 27% e tra gli elettori leghisti e di Fratelli d’Italia, rispettivamente 20% e 21%.
Il giudizio della qualità della vita si riflette su quello dell’operato dell’amministrazione, dove il 29% dichiara che abbia governato molto o abbastanza bene, mentre il 47% dei Veronesi boccia l’operato dell’amministrazione. Il 55% dei Veronesi ha molta o abbastanza fiducia nel sindaco; dato tuttavia inferiore a quello dell’ex primo cittadino Flavio Tosi, dove la fiducia è superiore di 2 punti.
Molto significativo il dato di Damiano Tommasi, che gode della fiducia di oltre 4 Veronesi su 5 (81%), ma con un tasso di conoscenza del 50%. Buone le performance del leader di Prima Verona Michele Croce e di Stefano Casali, meno bene, invece, l’assessore Nicolò Zavarise che non raggiunge il 40% degli apprezzamenti ed è conosciuto da meno di un terzo della popolazione.
Sulle intenzioni di voto si registra la coalizione di Federico Sboarina attorno al 35%, con Tommasi e Tosi ad inseguire a pochi punti tra loro (28% a 26,8%). Vero ago della bilancia Michele Croce con un ottimo 5,1%, che raggiunge e supera il risultato del 2017, mentre si confermano le criticità del Movimento 5 Stelle nelle regioni del nord (2,6%). Se invece la lega corresse da sola con Zavarise, si fermerebbe sotto il 5% (4,8%).


















