Scontro aperto tra i sindacati e i vertici dell’Istituto Assistenza Anziani di Verona. L’ente, nei giorni scorsi, ha presentato domanda riconvenzionale al Giudice del lavoro chiedendo ai lavoratori la restituzione di tutte le Progressioni Economiche erogate dal 1999 in quanto non sarebbero stati definiti i criteri meritocratici e sarebbero di “dubbia legittimità sotto il profilo dei criteri adottati per la loro attribuzione”. Una doccia fredda sui 500 dipendenti della casa di riposo ed altrettanti pensionati e cessati.
Flavio Tosi a riguardo dichiara: “Comportamento inaccettabile del Presidente Cappiotti che fa la guerra ai 500 lavoratori e ai pensionati dell’Ente chiedendo ingiustamente la restituzione di migliaia di euro ad ognuno. Le progressioni economiche, le indennità e le produttività degli ultimi dieci anni non si devono toccare, ogni centesimo spetta di diritto a dipendenti ed ex dipendenti”.
“Forse per qualcuno chi lavora nel campo dell’assistenza sanitaria in tempi di Covid è eroe solo a parole, poi nei fatti gli vuole togliere i soldi. Ieri il capogruppo della Lega alla Camera Molinari ha detto parole sacrosante, sottolineando l’impegno profuso da tutto il personale sanitario in questi mesi di pandemia, un impegno costato anche in termini di vite umane, salute, orari prolungati e turni massacranti. Il discorso di Molinari vale anche per tutto il personale dell’IAA che si è distinto per spirito di abnegazione. Il Sindaco Sboarina si faccia sentire per evitare questo scempio, rimuova Cappiotti se non vuole essere complice di questa ingiustizia”, conclude Tosi.
Sulla vicenda interviene anche Il Consigliere regionale di Forza Italia, nonché Consigliere comunale della Lista Tosi, Alberto Bozza, che il 10 dicembre aveva chiesto all’Assessore Manuela Lanzarin una verifica ispettiva proprio nello IAA per la situazione Covid.
Bozza oggi dice: “I dipendenti dell’Istituto Assistenza Anziani non possono essere trattati in questo modo. È grave che in un fase storica in cui il personale sanitario è in prima linea per assistere e accudire ospiti fragili, la direzione dello IAA voglia andare allo scontro con i suoi lavoratori. Lo trovo non solo inopportuno, ma anche indice di poca lungimiranza, di una visione limitata. Oggi chi lavora nel campo sanitario deve essere tutelato il doppio e invece in questo caso si sceglie lo scontro”.
Anche il capogruppo del Partito Democratico Federico Benini interviene, insieme ai colleghi Elisa La Paglia e Stefano Vallani, per commentare l’accaduto.
“Il maxi-contenzioso aperto dall’Istituto Assistenza anziani ai danni dei lavoratori e delle lavoratrici dell’ente ci lascia basiti – dichiarano i consiglieri -. Andare a rivangare più di 20 anni di trattamenti economici nel bel mezzo della seconda ondata della pandemia che ha già falciato tragicamente poco meno del 20% degli ospiti e messo fuori gioco una buona parte del personale è quanto di più irresponsabile si possa immaginare. Con l’attuale penuria di personale sanitario la mossa rappresenta un ulteriore incentivo alla fuga dalla Rsa, fenomeno ben noto in tutto il settore, nonché un disincentivo a nuove candidature di personale. Chi, di questi tempi, verrebbe a lavorare in una settore a rischio, in un ambiente caratterizzato da relazioni sindacali deteriorate al punto tale che di punto in bianco, rimette in discussione la contrattazione aziendale del 1999? E’ un clamoroso autogol!“.
Benini aggiunge: “Più che una contenzioso legale, la mossa sembra un escamotage per scaricare addosso ai dipendenti le criticità e le inefficienze dell’Istituto e sviare l’attenzione dai problemi di merito che sono tanti e gravissimi. Che questo accada con il sostegno dell’intero consiglio di amministrazione è cosa ancora più grave. Vivono fuori dal mondo reale. Come stabilito dall’ultima commissione consiliare, dove erano stati invitati solo i vertici dell’Iaa, stiamo attendendo la possibilità di confrontarci come Consiglio comunale anche con le organizzazioni sindacali. Al Sindaco e all’assessore alle Partecipate chiediamo una posizione fermissima per far cessare una volta per tutte questa conflittualità esasperata mettendo in campo tutti i poteri di cui l’amministrazione dispone”.


















