Home Articoli Tratta ferroviaria Verona-Fortezza. D’Arienzo: “Che tristezza le bugie del Comune”

Tratta ferroviaria Verona-Fortezza. D’Arienzo: “Che tristezza le bugie del Comune”

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“Ho sempre denunciato il fatto che sulla tratta ferroviaria Verona/Fortezza il ritardo accumulato fosse per responsabilità del Comune di Verona, in particolare per il tempo perso nel dare il proprio parere sul progetto preliminare del lotto 4 funzionale Pescantina-ingresso nel nodo di Verona, funzionale alla revisione del Protocollo stipulato nel 2013″. A dirlo il senatore del Partito Democratico Vincenzo D’Arienzo riguardo la nuova linea Fortezza – Ponte Gardena che potenzierà l’asse Verona-Monaco all’interno del Corridoio ferroviario europeo TEN-T Scandinavia-Mediterraneo.

L’attivazione della tratta sarà contestuale all’apertura del tunnel di base del Brennero che si svilupperà per una lunghezza di circa 55 km tra le stazioni di Fortezza (BZ) e di Innsbruck (Austria), dove si innesterà in sotterranea nell’esistente circonvallazione, anch’essa in galleria raggiungendo una lunghezza complessiva di 64 km.  

“Questo grave ritardo -prosegue D’Arienzo – ci ha obbligati a ‘commissariare’ l’intervento per riuscire a rispettare i tempi di realizzazione entro il 2028, ovvero in concomitanza con l’apertura del tunnel del Brennero. La risposta del Comune è stata che il progetto preliminare, ‘nonostante richieste e pressioni’, non è mai stato conosciuto al Comune e che, invece, sarebbe stato mio compito agire per averlo quanto prima, considerato che i nuovi accordi prevedono 270 giorni per la sua stesura a partire dalla sottoscrizione del nuovo atto che revisiona il Protocollo del 2013″.

Queste risposte sono palesemente menzognere e gli atti ufficiali lo confermano – incalza il senatore -. Le bugie non solo non qualificano chi le dice, ma minano la credibilità delle Istituzioni”.

“Il Comune di Verona conosce dal 2017 il progetto preliminare della tratta interessata. Risalgono a quell’epoca, infatti, diversi incontri svolti dal Comune con la struttura commissariale di allora e RFI per confrontarsi sia sul progetto medesimo sia sull’aggiornamento del protocollo sottoscritto ancora nel 2013. Risulta, altresì, che lo schema del nuovo Protocollo sia stato inviato sempre nel 2017 e comprende altri due Comuni, oltre a quello del capoluogo, ovvero S. Pietro In Cariano e Pescantina”, spiega D’Arienzo.

“La nuova bozza di accordo rifletteva le integrazioni progettuali, alcune richieste dal Comune di Verona, condivise sul progetto preliminare che è stato oggetto dei vari confronti. A quel punto, anziché procedere all’approvazione del tutto, risulta che il Comune di Verona abbia bloccato l’iter fino a quando non sarebbe stato sciolto il nodo del parco urbano. Una posizione legittima, ma che ha fermato tutto fino al 2019, anno in cui i contatti sono ripresi e si sono conclusi nel 2020 con l’approvazione del nuovo Protocollo”.

Il senatore si domanda: “Come poteva essere approvato il nuovo accordo se non si conosceva il progetto preliminare?. La storiella dei 270 giorni. I tempi decorrono dal momento della sottoscrizione del nuovo Protocollo, cosa che non è ancora avvenuta, contrariamente a quanto dice, falsamente, il Comune di Verona. Per fortuna nostra, nonostante tutto, è comunque in corso l’aggiornamento del progetto preliminare e sarà, quindi, immediatamente disponibile nei tempi condivisi”.



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