Se continua così, dopo le parole, dopo gli insulti, dopo le manifestazioni in tutta Italia – e Verona è tra le prime città che si è mossa -, voleranno i coltelli. Intanto è iniziata la disobbedienza civile. In 50 mila tra bar e ristoranti hanno aderito alla protesta “Io apro 1501” che prevede l’apertura dei pubblici esercizi aderenti a pranzo e a cena per venerdì 15 gennaio, in netto contrasto con le limitazioni imposte e confermate anche dagli ultimi Dpcm.
Commercianti ed esercenti sono alla disperazione e stanno per esplodere. Sono necessaire misure di ristoro tempestive e adeguate a sostegno delle imprese. Il commercio, il turismo, i servizi, i trasporti e le professioni sono state costrette a quasi quattro mesi di chiusura obbligata. I loro rappresentanti non hanno mai abbassato la guardia e si sono prestati incondizionatamente sempre al servizio della collettività. Ora il rischio di un terzo lockdown darebbe il colpo di grazia a migliaia di aziende del terziario.
Gravissimo secondo il presidente di Confcommercio Paolo Arena e di Confartigianato Roberto Iraci Sareri l’ipotesi di bloccare anche l’asporto dopo le ore 18: “Ormai è un proliferare di Dpcm e decreti presentati oggi per domani , in una situazione emergenziale senza fine”. Servono certezze di prospettiva e gli imprenditori devono essere garantiti. Oltre che dalla pandemia professionisti e commercianti sono schiacciati dalla burocrazia e dalla fiscalità. Servono moratorie fiscali molto ampie. I pagamenti vanno diluiti in più anni. Invece ci sono infiniti punti oscuri che non fanno intravedere la luce in fondo al tunnel. “Ci stiamo giocando il futuro del Paese”, dicono i commercianti.
Confartigianato lancia un disperato appello al senso di responsabilità del Governo perché eviti ulteriori limitazioni alle attività di bar, ristoranti, pizzerie e via dicendo. Secondo Confartigianato “Il Governo continua a fare scelte inique e schizofreniche nonostante i cittadini rispettino le regole. Le imprese adesso hanno bisogno di immediato aiuto e di uno stop alle limitazioni”.
Intanto è iniziato il ‘tran tran’ sui social attraverso le categorie che incitano alla disobbedienza sulle leggi imposte dal Governo. L’argine della sopportazione si è aperto e la protesta può diventare un’inondazione in tutto il Paese. Anche la pazienza ha un limite.


















