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Emergenza Covid: società sportive e associazioni è allarme rosso. Serve sostegno

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Lo stato di emergenza causato dal diffondersi del Covid-19, con due ondate di contagi diffusi e molte vittime, ha messo in grave difficoltà non solo i veronesi, ma anche associazioni e società sportive della nostra città, per non parlare della provincia. A Verona molte di queste società sportive, e associazioni culturali e sociali, si trovano ad avere in concessione e/o gestione a vario titolo dal Comune di Verona, immobili comunali di cui pagano un regolare canone di affitto. Ora le varie disposizioni, sia nazionali che regionali e non ultime le comunali, hanno imposto la chiusura di queste strutture di fatto dallo scorso gennaio.

In altre città come Genova, ma non solo, i comuni, attraverso delibere di Giunta, hanno deciso di sospendere o annullare i canoni di locazione delle strutture date in affitto. Ciò purtroppo non avviene a Verona dove il Comune continua a richiedere il pagamento delle locazioni con il paradosso poi, come avviene a Montorio, dove una struttura associativa si trova anche a pagare tutti gli oneri e i costi aggiuntivi oltre che l’affitto.

A questo punto presentano una mozione sull’argomento assai sentito dai cittadini i consiglieri Alberto Bozza, Patrizia Bisinella, Flavio Tosi e Paolo Meloni, i quali chiedono al sindaco Federico Sboarina e alla Giunta di attivarsi per annullare a tutte le associazioni senza scopo di lucro e alle società sportive i canoni di locazione degli impianti dati in affitto o in gestione. Il tutto per l’anno 2020, cancellando poi la relativa Tari che è già stata tolta in gran parte delle altre città italiane, il tutto con la massima urgenza.

Da sottolineare poi che il Comune di Verona presenta un disavanzo di bilancio, cioè denaro a disposizione, per quasi 30 milioni di euro, che potrebbe in parte destinare ad aiutare una città e le sue attività oggi praticamente in ginocchio se non allo stremo. Il Natale è in arrivo e sarebbe quantomeno auspicabile, e per i veronesi una vera boccata di ossigeno, se il Comune destinasse una buona fetta del suo “tesoretto” per aiutare cittadini e attività commerciali oggi in ginocchio, quasi al collasso.



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