
L’insistenza schizofrenica, elastica e paternalistica di un Governo palesemente incapace ci da l’impressione che esistano precise responsabilità che si vogliono nascondere, parliamo del ‘Cacciaripensiero‘. L’ex sindaco di Venezia ogni giorno di più di dimostra, nonostante gli anni che passano, che ha il cervello che funziona benissimo. Secondo il filosofo l’emergenza c’è, è grave e dovrebbe costringere ciascuno di noi a comportamenti ragionevoli.
Secondo Massimo Cacciari i provvedimenti e le norme sono state emesse alla rinfusa e nascondono inadempienze, insufficienze e incompetenze. Secondo quale criterio si stabilisce che uno stadio da 50 mila posti debba contenere 1000 persone, mentre una sala da 300 può accettarne 100. Secondo Cacciari non è mitragliando con proclami di allarme i viaggiatori di treni, tram e metro che si risolve il problema. Non sono di certo i consigli su quanti amici avere a casa la sera che mettono ordine nel caos di ordinanze, atti e norme tra amministrazioni comunali, Regioni e Stato.
E’ chiaro poi, sempre secondo Cacciari, che non si vive con i soldi della Cig, arrivati con vergognosi ritardi. Se siamo in guerra, precisa il filosofo, è utile sapere che questa si conduce bene soltanto quando si ha un piano per il dopo, soltanto se la si combatte per un fine formulabile. Per quanto riguarda la ripresa poi, Cacciari formula una soluzione che è l’acqua calda: una moratoria fiscale. Ovvero non vessare e chiedere tasse agli italiani per due o tre anni dando loro, con questa semplice disposizione, la possibilità di riprendersi e di riprendere a lavorare per ricostruire. Poi, conclude l’ex sindaco, è arrivato il momento di ammettere, e nessuno può dargli torto, che l’Italia è un Paese malato, lo è da tempo, il Covid lo ha messo davanti allo specchio. Siamo arrivati, dice Cacciari, ad un momento improcrastinabile per riformare dalla testa ai piedi il nostro sistema politico, istituzionale ed amministrativo.


















